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“7 MINUTI. IDEE DELLA CITTA’ CHE VOGLIAMO”. A PARLARE SONO I CITTADINI

“7 minuti. Idee della città che vogliamo”. Si chiama così l’iniziativa di Sinistra Ecologia Libertà di Melegnano che si terrà il 18 gennaio, alla Scuola sociale di via Marconi. I protagonisti, per una volta, saranno alcuni cittadini di Melegnano esperti in diverse materie e discipline. A parlare saranno cioè medici, operatori culturali, ingegneri, esperti del verde, commercianti, artigiani, ambientalisti, ciclisti, insegnati, blogger, animalisti, convocati per ascoltare le loro proposte e le loro idee su come dovrà essere Melegnano nel prossimo futuro. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle iniziative di SEL (“Sel & the City”) per la costruzione del programma elettorale per le elezioni amministrative della prossima primavera. Questa volta a prendere appunti saranno i politici. Questi i nomi dei relatori: Amoruso, Agosti, Armundi, Aurora, Bedoni A., Bedoni G., Bedoni R., Bellesi, Bersani, Caminada, Carafòli, Ceriani, Corleto, Fioni, Fornaroli, Giovanetti, Lodigiani, Marsico, Meazza, Meyer, Oldani, Pagliaccio, Pozzi, Ravarini e Sala. L’iniziativa è aperta a tutti. Melegnano, Scuola sociale, di via Marconi, ore 20,45.

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SMOG, APPELLO AI SINDACI DELLA CITTA’ METROPOLITANA: “ADERITE AL PROTOCOLLO REGIONALE SULLA QUALITA’ DELL’ARIA”

In occasione della Conferenza dei comuni dello scorsa settimana, ai sindaci della Città metropolitana di Milano ho chiesto un impegno supplementare finalizzato a sottoscrivere il “Protocollo della qualità dell’aria”, che il 24 ottobre scorso Regione Lombardia, Arpa Lombardia, Anci Lombardia e diversi enti locali, tra cui il comune di Milano, Città metropolitana e i capoluoghi di provincia lombardi, hanno firmato.
Il motivo è noto: la situazione della qualità dell’aria a Milano e nella zona ricompresa in molte aree della Lombardia è preoccupante e i giorni di sforamento dei limiti massimi ammessi sono ormai numerosi e impongono l’adozione di misure straordinarie a garanzia delle condizioni della salute dei cittadini e dell’ambiente più in generale.
A oggi sono ancora pochi i Comuni della Città metropolitana che hanno sottoscritto il protocollo: tredici, compreso il comune di Milano, anche se ci risulta che altri stanno assumendo i provvedimenti necessari per aderire al Protocollo.
Come è noto tale Protocollo è su base volontaria, ha carattere sperimentale e ha durata sino al 15 aprile 2017. È rivolto prioritariamente ai Comuni lombardi appartenenti agli Agglomerati di Milano, Bergamo e Brescia e alla zona A (pianura ad elevata urbanizzazione) e alla zona B (pianura) e definisce gli impegni a carico di ciascuna della parti coinvolte. I comuni vi possono aderire anche successivamente al suo avvio, trasmettendo la richiesta ai Comuni capoluogo aderenti, ad Anci Lombardia e a Regione Lombardia.
Sono consapevole delle difficoltà che i Comuni incontrano per quanto concerne l’attuazione dei provvedimenti contenuti nel Protocollo, in particolare quelli relativi alla limitazione del traffico veicolare e al loro controllo, e per quanto concerne i limiti esistenti della rete del trasporto pubblico nell’area vasta milanese. Ciononostante, chiedo ai sindaci un ulteriore sforzo, anche in presenza di una settimana cruciale come quella che è appena iniziata.
Vi anticipo che sul tema della qualità dell’aria e del contrasto dell’inquinamento in ambito locale intendo dedicare impegno e iniziative concrete nel corso dei prossimi mesi e del mandato conferitomi dal sindaco metropolitano lo scorso 26 ottobre.
Un impegno che parte dall’attuare i punti dell’articolo 5 del Protocollo, che stabilisce i compiti di Città Metropolitana:
1) promuovere l’adesione al presente Protocollo da parte dei Comuni ricadenti nell’ambito di competenza territoriale, applicando, laddove possibile, il criterio della continuità territoriale, al fine di evitare le cosiddette “macchie di leopardo”;
2) coordinare l’avvio e l’attuazione delle misure temporanee e omogenee tra i Comuni ricadenti nell’ambito di competenza territoriale utilizzando l’applicativo pubblicato sul sito regionale;
3) trasmettere a Regione Lombardia i dati relativi alle attività di controllo rendicontate dai Comuni aderenti (articolo 6 – Impegni dei Comuni aderenti).
Pertanto, sono fin da subito a chiedere ai sindaci dei comuni della Città metropolitana di Milano, oltre all’impegno di sottoscrivere il Protocollo, di inviare alla Direzione Ambiente della Città Metropolitana i dati relativi al numero dei controlli effettuati e delle sanzioni comminate.
Sul tema della rendicontazione conto a breve di inviare ai Comuni aderenti una specifica richiesta con la quale definire contenuti e modalità di tale attività.
Nel ringraziarvi dell’attenzione e della collaborazione, vi anticipo che su questo tema Città Metropolitana intende fin da subito lavorare per migliorare i contenuti degli accordi istituzionali attualmente vigenti: per raggiungere questo obiettivo c’è bisogno della vostra indispensabile collaborazione. Che vi chiederò a partire dalle prossime settimane e mesi.
Con i migliori saluti.
Buone feste!
Pietro Mezzi
Consigliere della Città Metropolitana con delega all’Ambiente

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TERRITORIO, AMBIENTE E PARCHI. COMPITI IMPORTANTI PER IL GOVERNO SOSTENIBILE DELLA CITTA’ METROPOLITANA

Dopo il risultato elettorale del 9 ottobre scorso, ho voluto attendere qualche giorno prima di scrivere questo post. Prima di pubblicarlo ho voluto aspettare l’esito dell’assegnazione delle deleghe che il sindaco metropolitano Giuseppe Sala ha effettuato nella giornata di giovedì 26 ottobre, in occasione dell’insediamento del nuovo Consiglio metropolitano.

Ora che la convalida degli eletti è avvenuta e che le deleghe sono state attribuite, voglio ringraziarvi per il sostegno che mi avete dato anche in questa occasione.

Il mio risultato elettorale (e quello di Sinistra Ecologia Libertà) è andato ben oltre le aspettative. Tremilaottocentotrentuno voti (ponderati) sono un bel risultato: ottenuto grazie al sostegno di sindaci, assessori-consiglieri e consiglieri comunali, di Comuni grandi, medi e piccoli. Grazie al vostro voto sono stato il candidato più votato della lista di centrosinistra.

Un esito positivo reso possibile da un forte impegno di SEL in campagna elettorale; un risultato che ha significato un importante ruolo di governo in Città metropolitana, con l’assegnazione di tre deleghe: Territorio, Ambiente e Parchi. Un segno che sta indicare che la presenza di Sinistra Ecologia Libertà nella gestione della Città metropolitana di Milano è forte e concreta.

Ora si tratta di innovare le politiche ambientali e territoriali dell’area metropolitana: puntare alla sostenibilità ambientale e al governo attento del territorio milanese. E le occasioni per sperimentare nuove soluzioni non mancheranno.

La prima, più importante, riguarda la predisposizione del Piano territoriale metropolitano – una sorta di piano territoriale provinciale, ma con più poteri – che dovrà puntare alla rigenerazione urbana e alla riduzione del consumo di una risorsa, il suolo, scarsa e vitale per la produzione agricola e per l’equilibro ambientale.

Poi, c’è la partita dei parchi regionali, che ci vedrà impegnati a modificare un progetto di legge di riforma delle aree protette regionali che non convince proprio. Infine, sul piano ambientale, c’è da innovare gli strumenti di lotta all’inquinamento atmosferico, delle polveri sottili in primo luogo, non solo a Milano, ma nell’intera area metropolitana, a partire dalle zone più congestionate e inquinate.

Sul fronte ambientale non si può dimenticare una vertenza di primaria importanza politica e istituzionale, che vede oggi contrapposti la Città metropolitana e decine di sindaci dell’Altomilanese e del Magentino, vertenza ambientale che va sotto il nome della cava di Casorezzo-Busto Garolfo. Il 24 ottobre scorso (prima ancora di ricevere le deleghe dal sindaco) ero a Busto Garolfo in una affollata assemblea: ai sindaci e ai cittadini presenti ho promesso il mio massimo impegno alla soluzione di questa annosa vicenda.

Territorio, ambiente e parchi: tre deleghe importanti e altrettanti settori di attività su cui sperimentare la capacità di innovazione della sinistra ecologista di governo, in un ente che ha bisogno urgente di stabilità finanziaria. E sul tema delle risorse serve un confronto immediato con il governo. Ma di questo parleremo nei prossimi post.

Ancora grazie. A presto.

Pietro Mezzi
Consigliere metropolitano
(p.mezzi@cittametropolitana.milano.it; pietro.mezzi@yahoo.it)

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“PRIMA VERA”. UN ARTICOLO DEL “FATTO” DEL LUGLIO SCORSO SPIEGA L’INCHIESTA IN CUI E’ COINVOLTA LA SOCIETA’

Sono sei le persone denunciate dalla Guardia di Finanza di Gallarate (Varese) nell’ambito dell’operazione “Clean Hospital” che ha portato al sequestro di 2,5 milioni di euro. L’indagine, coordinata dalla procura della repubblica di Busto Arsizio, ha preso il via da un esposto presentato un anno fa dai consiglieri regionali di M5S Lombardia Paola Macchi, Silvana Carcano e Eugenio Casalino sulla base di una segnalazione ricevuta da un sindacalista. L’attività investigativa ha permesso di fare luce sul sistema degli appalti per la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali dell’Azienda ospedaliera di Gallarate. Dal 2005 l’appalto veniva affidato sempre alla stessa società, la Prima Vera di Domenico Catanese, anche tramite l’interposizione fittizia di un’altra ditta appositamente costituita, la Galileo Technologies, che si è aggiudicata gli appalti a partire dal 2010.
Non solo l’appalto per la manutenzione finiva sempre nelle mani delle stesse società, sostengono gli inquirenti, ma queste avevano messo a punto anche una serie di trucchi contabili tesi a gonfiare il valore degli appalti stessi, con danno economico sia per le casse dell’azienda ospedaliera sia per il sistema sanitario regionale. Si va dalla maggiorazione del valore delle apparecchiature oggetto della convenzione (che avrebbe consentito proventi ingiustificati rispetto all’effettivo valore del servizio effettuato) fino all’inclusione in convenzione di macchinari dismessi o inesistenti.
I militari hanno passato in rassegna le oltre cinquemila apparecchiature di proprietà dell’Azienda Sant’Antonio Abate di Gallarate confluite nel servizio di manutenzione affidato in convenzione attraverso gara pubblica. A fronte di un valore reale di 15,5 milioni di euro, secondo gli inquirenti con la complicità di un dipendente dell’ospedale alle attrezzature ospedaliere era stato attribuito un valore fittizio di 36 milioni di euro, una cifra gonfiata di oltre il doppio. Il valore delle apparecchiature veniva utilizzato come base per il calcolo del canone annuo del servizio di manutenzione. Canone che è raddoppiato di pari passo, generando (per il solo periodo 2010 – 2014) un profitto di 2 milioni e 547 mila euro. Il tutto a danno delle casse pubbliche, sottolinea la Finanza.
Tra i sei denunciati ci sono due dipendenti pubblici che svolgevano il ruolo di responsabile unico del procedimento negli ospedali di Gallarate e Torino e quattro tra presidenti e dirigenti d’azienda. Tutti sono accusati a vario titolo di reati che vanno dall’abuso d’ufficio al falso, passando per turbata libertà degli incanti, la truffa aggravata ai danni dello Stato o di altro Ente pubblico e il subappalto non autorizzato di opera pubblica. Della vicenda è stata informata anche l’Autorità Nazionale Anticorruzione, nonché la Corte dei Conti.
Gli uomini della Guardia di Finanza di Gallarate hanno accertato che le stesse procedure relative al convenzionamento delle strutture ospedaliere sono state applicate anche in altre realtà. Le stesse aziende oggetto dell’inchiesta, nel medesimo periodo, hanno ottenuto un appalto da 3,5 milioni di euro dall’Asl Torino 1. Motivo per cui gli atti verranno trasmessi al’autorità giudiziaria del capoluogo piemontese.

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BUIO FITTO. COLPO DI SCENA IN COMUNE: LA SOCIETÁ PROMOTRICE DELL’ILLUMINAZIONE PUBBLICA DI MELEGNANO COINVOLTA IN UN’INCHIESTA GIUDIZIARIA A GALLARATE E SOTTOPOSTA A SEQUESTRO PREVENTIVO DEI BENI. RINVIATA LA COMMISSIONE

Prima Vera è il nome della società che tempo fa si è fatta promotrice e si è candidata per la concessione del servizio di pubblica illuminazione con la formula della finanza di progetto, vale a dire a rifare da capo piedi l’illuminazione di Melegnano. Un’operazione importante che per il Comune vale 5,9 milioni di euro e una concessione ventennale al privato. Il 18 dicembre scorso, in Commissione “Territorio e Ambiente”, era stato presentato il progetto di fattibilità e il 21 gennaio la stessa commissione era stata riconvocata per approfondire altri aspetti tecnici, prima di andare in consiglio comunale, già programmato per il 28 del mese. La commissione è però durata solo pochi minuti: infatti, su iniziativa del sottoscritto (Sel) e di Alberto Corbellini (Pd), si è verificato un colpo di scena, che ha colto tutti di sorpresa, soprattutto gli amministratori comunali e i consiglieri di maggioranza. La società Prima Vera, che si candidava a partecipare alla gara per la concessione del servizio di illuminazione pubblica, è infatti coinvolta in un’inchiesta giudiziaria del tribunale di Busto Arsizio per un presunto illecito su appalti di manutenzione di apparecchiature medicali all’ospedale di Gallarate. Presidente della società è Domenico Catanese, vicino a Comunione e Liberazione. Ma c’è di più. Nell’ambito delle indagini relative all’inchiesta, il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Busto Arsizio ha emesso nei confronti della società Prima Vera un decreto di “sequestro preventivo per un equivalente di beni mobili, immobili, conti correnti e delle quote societarie, fino a un ammontare complessivo non eccedente 2.562.802,26 euro”. Prima Vera, dal canto suo, non ritiene fondate le accuse mosse e ritiene corretto il comportamento tenuto nei confronti dell’Ospedale di Gallarate. Ma ciò che ci deve interessare, che siamo alle prese con un’importante iniziativa su un tema non secondario come la pubblica illuminazione, oltre i risvolti giudiziari, sono gli effetti del decreto di sequestro dei beni della società, per un valore significativo. Come può una società con questo pesante fardello sulle spalle, garantire per vent’anni il nostro Comune in un’operazione impegnativa per sé e le finanze comunali? Per questo motivo, io e Alberto Corbellini abbiamo prima di tutto chiesto (e ottenuto) il rinvio del provvedimento, un approfondimento legale e finanziario e chiesta la presenza del segretario generale del Comune per verificare che qualsiasi eventuale decisione venga presa nella garanzia massima per il nostro Comune. A Melegnano, insomma, è ancora buio fitto (21 Gennaio 2016).