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TERRITORIO, AMBIENTE E PARCHI. COMPITI IMPORTANTI PER IL GOVERNO SOSTENIBILE DELLA CITTA’ METROPOLITANA

Dopo il risultato elettorale del 9 ottobre scorso, ho voluto attendere qualche giorno prima di scrivere questo post. Prima di pubblicarlo ho voluto aspettare l’esito dell’assegnazione delle deleghe che il sindaco metropolitano Giuseppe Sala ha effettuato nella giornata di giovedì 26 ottobre, in occasione dell’insediamento del nuovo Consiglio metropolitano.

Ora che la convalida degli eletti è avvenuta e che le deleghe sono state attribuite, voglio ringraziarvi per il sostegno che mi avete dato anche in questa occasione.

Il mio risultato elettorale (e quello di Sinistra Ecologia Libertà) è andato ben oltre le aspettative. Tremilaottocentotrentuno voti (ponderati) sono un bel risultato: ottenuto grazie al sostegno di sindaci, assessori-consiglieri e consiglieri comunali, di Comuni grandi, medi e piccoli. Grazie al vostro voto sono stato il candidato più votato della lista di centrosinistra.

Un esito positivo reso possibile da un forte impegno di SEL in campagna elettorale; un risultato che ha significato un importante ruolo di governo in Città metropolitana, con l’assegnazione di tre deleghe: Territorio, Ambiente e Parchi. Un segno che sta indicare che la presenza di Sinistra Ecologia Libertà nella gestione della Città metropolitana di Milano è forte e concreta.

Ora si tratta di innovare le politiche ambientali e territoriali dell’area metropolitana: puntare alla sostenibilità ambientale e al governo attento del territorio milanese. E le occasioni per sperimentare nuove soluzioni non mancheranno.

La prima, più importante, riguarda la predisposizione del Piano territoriale metropolitano – una sorta di piano territoriale provinciale, ma con più poteri – che dovrà puntare alla rigenerazione urbana e alla riduzione del consumo di una risorsa, il suolo, scarsa e vitale per la produzione agricola e per l’equilibro ambientale.

Poi, c’è la partita dei parchi regionali, che ci vedrà impegnati a modificare un progetto di legge di riforma delle aree protette regionali che non convince proprio. Infine, sul piano ambientale, c’è da innovare gli strumenti di lotta all’inquinamento atmosferico, delle polveri sottili in primo luogo, non solo a Milano, ma nell’intera area metropolitana, a partire dalle zone più congestionate e inquinate.

Sul fronte ambientale non si può dimenticare una vertenza di primaria importanza politica e istituzionale, che vede oggi contrapposti la Città metropolitana e decine di sindaci dell’Altomilanese e del Magentino, vertenza ambientale che va sotto il nome della cava di Casorezzo-Busto Garolfo. Il 24 ottobre scorso (prima ancora di ricevere le deleghe dal sindaco) ero a Busto Garolfo in una affollata assemblea: ai sindaci e ai cittadini presenti ho promesso il mio massimo impegno alla soluzione di questa annosa vicenda.

Territorio, ambiente e parchi: tre deleghe importanti e altrettanti settori di attività su cui sperimentare la capacità di innovazione della sinistra ecologista di governo, in un ente che ha bisogno urgente di stabilità finanziaria. E sul tema delle risorse serve un confronto immediato con il governo. Ma di questo parleremo nei prossimi post.

Ancora grazie. A presto.

Pietro Mezzi
Consigliere metropolitano
(p.mezzi@cittametropolitana.milano.it; pietro.mezzi@yahoo.it)

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“PRIMA VERA”. UN ARTICOLO DEL “FATTO” DEL LUGLIO SCORSO SPIEGA L’INCHIESTA IN CUI E’ COINVOLTA LA SOCIETA’

Sono sei le persone denunciate dalla Guardia di Finanza di Gallarate (Varese) nell’ambito dell’operazione “Clean Hospital” che ha portato al sequestro di 2,5 milioni di euro. L’indagine, coordinata dalla procura della repubblica di Busto Arsizio, ha preso il via da un esposto presentato un anno fa dai consiglieri regionali di M5S Lombardia Paola Macchi, Silvana Carcano e Eugenio Casalino sulla base di una segnalazione ricevuta da un sindacalista. L’attività investigativa ha permesso di fare luce sul sistema degli appalti per la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali dell’Azienda ospedaliera di Gallarate. Dal 2005 l’appalto veniva affidato sempre alla stessa società, la Prima Vera di Domenico Catanese, anche tramite l’interposizione fittizia di un’altra ditta appositamente costituita, la Galileo Technologies, che si è aggiudicata gli appalti a partire dal 2010.
Non solo l’appalto per la manutenzione finiva sempre nelle mani delle stesse società, sostengono gli inquirenti, ma queste avevano messo a punto anche una serie di trucchi contabili tesi a gonfiare il valore degli appalti stessi, con danno economico sia per le casse dell’azienda ospedaliera sia per il sistema sanitario regionale. Si va dalla maggiorazione del valore delle apparecchiature oggetto della convenzione (che avrebbe consentito proventi ingiustificati rispetto all’effettivo valore del servizio effettuato) fino all’inclusione in convenzione di macchinari dismessi o inesistenti.
I militari hanno passato in rassegna le oltre cinquemila apparecchiature di proprietà dell’Azienda Sant’Antonio Abate di Gallarate confluite nel servizio di manutenzione affidato in convenzione attraverso gara pubblica. A fronte di un valore reale di 15,5 milioni di euro, secondo gli inquirenti con la complicità di un dipendente dell’ospedale alle attrezzature ospedaliere era stato attribuito un valore fittizio di 36 milioni di euro, una cifra gonfiata di oltre il doppio. Il valore delle apparecchiature veniva utilizzato come base per il calcolo del canone annuo del servizio di manutenzione. Canone che è raddoppiato di pari passo, generando (per il solo periodo 2010 – 2014) un profitto di 2 milioni e 547 mila euro. Il tutto a danno delle casse pubbliche, sottolinea la Finanza.
Tra i sei denunciati ci sono due dipendenti pubblici che svolgevano il ruolo di responsabile unico del procedimento negli ospedali di Gallarate e Torino e quattro tra presidenti e dirigenti d’azienda. Tutti sono accusati a vario titolo di reati che vanno dall’abuso d’ufficio al falso, passando per turbata libertà degli incanti, la truffa aggravata ai danni dello Stato o di altro Ente pubblico e il subappalto non autorizzato di opera pubblica. Della vicenda è stata informata anche l’Autorità Nazionale Anticorruzione, nonché la Corte dei Conti.
Gli uomini della Guardia di Finanza di Gallarate hanno accertato che le stesse procedure relative al convenzionamento delle strutture ospedaliere sono state applicate anche in altre realtà. Le stesse aziende oggetto dell’inchiesta, nel medesimo periodo, hanno ottenuto un appalto da 3,5 milioni di euro dall’Asl Torino 1. Motivo per cui gli atti verranno trasmessi al’autorità giudiziaria del capoluogo piemontese.

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BUIO FITTO. COLPO DI SCENA IN COMUNE: LA SOCIETÁ PROMOTRICE DELL’ILLUMINAZIONE PUBBLICA DI MELEGNANO COINVOLTA IN UN’INCHIESTA GIUDIZIARIA A GALLARATE E SOTTOPOSTA A SEQUESTRO PREVENTIVO DEI BENI. RINVIATA LA COMMISSIONE

Prima Vera è il nome della società che tempo fa si è fatta promotrice e si è candidata per la concessione del servizio di pubblica illuminazione con la formula della finanza di progetto, vale a dire a rifare da capo piedi l’illuminazione di Melegnano. Un’operazione importante che per il Comune vale 5,9 milioni di euro e una concessione ventennale al privato. Il 18 dicembre scorso, in Commissione “Territorio e Ambiente”, era stato presentato il progetto di fattibilità e il 21 gennaio la stessa commissione era stata riconvocata per approfondire altri aspetti tecnici, prima di andare in consiglio comunale, già programmato per il 28 del mese. La commissione è però durata solo pochi minuti: infatti, su iniziativa del sottoscritto (Sel) e di Alberto Corbellini (Pd), si è verificato un colpo di scena, che ha colto tutti di sorpresa, soprattutto gli amministratori comunali e i consiglieri di maggioranza. La società Prima Vera, che si candidava a partecipare alla gara per la concessione del servizio di illuminazione pubblica, è infatti coinvolta in un’inchiesta giudiziaria del tribunale di Busto Arsizio per un presunto illecito su appalti di manutenzione di apparecchiature medicali all’ospedale di Gallarate. Presidente della società è Domenico Catanese, vicino a Comunione e Liberazione. Ma c’è di più. Nell’ambito delle indagini relative all’inchiesta, il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Busto Arsizio ha emesso nei confronti della società Prima Vera un decreto di “sequestro preventivo per un equivalente di beni mobili, immobili, conti correnti e delle quote societarie, fino a un ammontare complessivo non eccedente 2.562.802,26 euro”. Prima Vera, dal canto suo, non ritiene fondate le accuse mosse e ritiene corretto il comportamento tenuto nei confronti dell’Ospedale di Gallarate. Ma ciò che ci deve interessare, che siamo alle prese con un’importante iniziativa su un tema non secondario come la pubblica illuminazione, oltre i risvolti giudiziari, sono gli effetti del decreto di sequestro dei beni della società, per un valore significativo. Come può una società con questo pesante fardello sulle spalle, garantire per vent’anni il nostro Comune in un’operazione impegnativa per sé e le finanze comunali? Per questo motivo, io e Alberto Corbellini abbiamo prima di tutto chiesto (e ottenuto) il rinvio del provvedimento, un approfondimento legale e finanziario e chiesta la presenza del segretario generale del Comune per verificare che qualsiasi eventuale decisione venga presa nella garanzia massima per il nostro Comune. A Melegnano, insomma, è ancora buio fitto (21 Gennaio 2016).

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CASO MANTOVANI-BIANCHI-COMUNE DI MELEGNANO. ECCO LA RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE D’INCHIESTA

PREMESSA
Nel mese di ottobre dell’anno corrente sono emersi fatti di cronaca politica e giudiziaria che hanno coinvolto l’ex Vice Presidente della Regione Lombardia, Sen. Mario Mantovani. Con lui è risultato implicato nelle indagini, tra gli altri, l’ing. Angelo Bianchi, professionista che ha prestato la sua opera di consulente tecnico presso il nostro Comune di Melegnano.
E’ stata richiesta l’istituzione di una Commissione consiliare di inchiesta per la necessità di fare chiarezza circa l’affidamento d’incarico da parte del Comune di Melegnano ad un professionista con precedenti coinvolgimenti giudiziari. Per completezza d’informazioni l’Ing. Angelo Bianchi era stato arrestato nell’ottobre del 2008 per presunti appalti truccati in Valtellina, successivamente rinviato a giudizio con altri imputati nel dicembre 2012 dal tribunale di Sondrio con medesimo oggetto e quindi nuovamente arrestato lo scorso 13 ottobre assieme all’ex Vice Presidente della Regione Lombardia con un nuovo capo d’imputazione.
All’epoca dell’affidamento dell’incarico (anno 2011), parte dei fatti soprariportati erano cronaca giudiziaria di pubblica rilevanza.
I rapporti tra l’ing. Angelo Bianchi e l’Amministrazione comunale di Melegnano risalgono all’anno 2009. Anno in cui era stato indicato, dal Provveditorato regionale per le opere pubbliche, quale responsabile unico del procedimento riguardante la convenzione tra il ministero delle infrastrutture e il comune di Melegnano per la messa in sicurezza degli Istituti scolastici situati in via Giardino ed in via Cadorna.
OGGETTO
L’oggetto della commissione d’inchiesta si evince dalla delibera di Consiglio comunale approvata in data 29/10/2015 che riporta:
“Verifica documentale comprovante l’effettiva esecuzione delle prestazioni da parte dell’ing. Bianchi nell’anno 2011 relativa alla finanza di progetto del cimitero.
Verifica delle modalità e della correttezza della procedura di assegnazione dell’incarico di consulenza e di tutti gli atti precedenti e successivi ad essa legati nonché i criteri di scelta del professionista incaricato”
ISTRUTTORIA
Il lavoro istruttorio è stato svolto in tre sedute pubbliche con le seguenti modalità:
1) in data 10/11/2015 (presenti: geom. Marco Ferrari, commissari Ninfo, Rossi T., Rossi L., Santo, Modini, Schianchi, Palma): illustrazione dell’iter da parte del geom. Marco Ferrari, responsabile capo-area del settore lavori pubblici che in seguito ha risposto alle richieste dei commissari.
2) In data 19/11/2015 (presenti: geom. Marco Ferrari, dott. Diego Carlino, commissari Ninfo, Rossi T., Rossi L., Martelli, Santo, Modini, Schianchi, Palma): domande e richieste di chiarimento da parte dei commissari per approfondire alcuni aspetti procedurali e normativi relativi alle determine comunali che compongono parte della documentazione attinente l’oggetto.
3) In data 01/12/2015(presenti: Sindaco Vito Bellomo, Assessore ai Lavori Pubblici arch. Lorenzo Pontiggia, geom. Marco Ferrari, commissari Ninfo, Rossi T., Rossi L., Santo, Modini, Schianchi, Palma): approfondimenti relativi agli aspetti del procedimento, oggetto di commissione, che hanno visto coinvolta l’Amministrazione comunale.
Per i dettagli relativi alle sedute sopraddette si rimanda ai verbali redatti ed alle registrazioni effettuate.
DOCUMENTI ACQUISITI
1) Autorizzazione Provveditorato estensione incarico ing. Bianchi
2) Autorizzazione Provveditorato incarico ing. Bianchi
3) Curriculum professionale ing. Bianchi
4) Determinazione n. 334/2012 integrazione incarico ing. Bianchi
5) Determinazione n. 474/2012 aggiornamento disciplinare ing. Bianchi
6) Determinazione n. 611/2011incarico ing. Bianchi.
7) Disciplinare aggiornato incarico ing. Bianchi – All. Det.474/2012
8) Disciplinare incarico ing. Bianchi – All. Det.611/2011
9) Documentazione prodotta ing. Bianchi con relativo protocollo
10) Fatture parcella ing. Bianchi febbraio 2014 e giugno 2015
11) Incarico ing. Bianchi integrazione – All. Det.334/2011
12) Liquidazione ing. Bianchi Cedolino di Febbraio 2014 e Luglio 2015
13) Bozza di Convenzione – All. Det. 578/2012 Aggiudicazione definitiva
14) Capitolato prestazionale – All. Det. 145/2012
15) Certificazione verifica requisiti – All. Det. 578/2012 Aggiudicazione definitiva
16) Determinazione 145/2012 Indizione gara P.F. Cimitero
17) Determinazione 444/2012 Commissione gara P.F. Cimitero
18) Determinazione 468/2012 Aggiudicazione provvisoria gara P.F. Cimitero
19) Determinazione 578/2012 Aggiudicazione definitiva gara P.F. Cimitero
20) Disciplinare di gara – All. Det. 145/2012
21) Presa visione A&P Associati &Partners S.r.l.
22) Presa visione Ditta Marino Costruzioni S.r.l.
23) Presa visione Ditta Sicedesio S.p.A.
24) Presa visione Il Nucleo Coop.Soc. Onlus
25) Presa visione Studio arch. Mascarini
26) Studio di Fattibilità – All. Det.145/2012
27) Verbali di gara All. Det. 468/2012 Aggiudicazione provvisoria
28) Cedolini ing. Bianchi Angelo
29) Delibera G.C. 194/2011 Presa Atto studio fattibilità
30) Piano Programma Opere Pubbliche 2011/2013 – All. C.C. 64/2011
31) Piano Programma Opere Pubbliche 2012/2014 – All. G.C. 183/2011
Tutti i documenti acquisiti e le registrazioni delle sedute sono disponibili al sito https://www.dropbox.com/sh/t79m1xzy9kqykbi/AADg-qIHwnmD6W2vf-yabPw5a?dl=0
Gli stessi documenti sono allegati alla presente relazione in formato cartaceo, mentre le registrazioni delle sedute sono allegate in formato digitale.
CRITICITÀ EMERSE
Durante i lavori della Commissione sono emerse diverse criticità che vado sinteticamente ad elencare insieme a riscontri oggettivi:
I. E’ stato affidato all’ing. Angelo Bianchi incarico professionale per il lavoro di “ristrutturazione della struttura cimiteriale e realizzazione campate e loculi” con una parcella definita in € 20.000,00. (det. 611 del 24/08/2011);
II. L’affidamento sopraddetto avviene con modalità diretta adducendo a motivazione l’art. 90 del D.Lgs 163/2006 specificando che si sarebbero “rallentati i procedimenti in corso” se non si fosse utilizzato il consulente esterno; non sussistevano i presupposti di legge per procedere all’assegnazione di un incarico esterno quale assistente al responsabile unico del procedimento (R.U.P.) inerente l’opera di ristrutturazione del cimitero comunale;
III. Il capo area si è assunto la responsabilità del conferimento di tale incarico segnatamente al professionista Ing. Angelo Bianchi;
IV. Il curriculum dell’ing. Bianchi non era tale da qualificarlo come soggetto esperto per l’incarico di assistente al R.U.P. in una procedura di projectfinancing;
V. L’ing. Bianchi non ha fornito le garanzie previste dalla legge per l’incarico conferito;
VI. L’ing. Bianchi ha consegnato in data 02/11/2011 documenti per il lavoro di “gestione, ristrutturazione e ampliamento civico cimitero”;
VII. In data 16/11/2011 la giunta comunale prende atto del lavoro consegnato dal professionista ing. Angelo Bianchi (delibera di giunta n. 194 del 16/11/2011 con oggetto: “Gestione , ristrutturazione e ampliamento del civico cimitero – presa d’atto studio di fattibilità per projectfinancing”);
VIII. Viene conferito all’ing. Angelo Bianchi incarico di assistente al R.U.P. per il lavoro di “gestione, ristrutturazione ed ampliamento civico cimitero” con una parcella definita in € 60.000,00. (det. 334 del 13/04/2012);
IX. L’incarico sopraddetto, così come conferito, supera i riferimenti di legge per quanto inerente le modalità di assegnazione diretta;
X. L’ing. Angelo Bianchi ha determinato nei documenti consegnati (Studio di fattibilità – Piano economico finanziario) una stima economica dell’intervento dalla quale discende in modo diretto il calcolo del suo compenso professionale;
XI. L’ing. Angelo Bianchi ha predisposto il piano economico finanziario sulla base del prezzo di vendita dei loculi oggetto di realizzazione come asserito dal capoarea geom. Marco Ferrari;
XII. L’ing. Angelo Bianchi ha rivestito l’incarico di membro della commissione di valutazione della gara bandita per il Civico cimitero oltre che il ruolo di assistente al R.U.P.;
XIII. Documentazione di gara e suo esito.
MOTIVAZIONI ALLE CRITICITÀ E ANNOTAZIONI EMERSE
= I / II =
Affidamento incarico all’ing. Angelo Bianchi e mancanza dei presupposti di legge per lo stesso affidamento esterno inerente al “supporto all’attività del responsabile del procedimento”
Nella determina 611 del 24 agosto 2011, ossia nella determina di conferimento d’incarico all’ing. Angelo Bianchi per il lavoro di “ristrutturazione della struttura cimiteriale e realizzazione campate e loculi”, la motivazione addotta dal responsabile del procedimento è la seguente: «VERIFICATO che, in relazione a quanto previsto dall’art. 90, comma 6, del D. Lgs 12/04/2006, n. 163 e s.m.i. non è possibile affidare il predetto incarico all’interno del Settore Tecnico, in considerazione del fatto che l’incarico in parola rallenterebbe i procedimenti in corso ovvero sorgerebbero difficoltà di rispettare i tempi della programmazione dei lavori e di svolgimento delle funzioni di istituto, per cui si ritiene opportuno l’affidamento dell’incarico delle prestazioni professionali ad altri soggetti di cui al comma 1 del medesimo articolo 90»;
L’art. 90 citato, nella determina 611 non riguarda «i compiti di supporto all’attività del responsabile del procedimento», bensì la «Progettazione interna ed esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici».
La motivazione addotta nella determina di incarico è quindi sbagliata.
La giusta motivazione si sarebbe dovuta ricondurre all’art. 10 comma 7 del d.lgs. 163/2006 – rubricato «Responsabile delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture» – del d.lgs. 163/2006 che di seguito viene riportato a migliore comprensione e lettura.
«7. Nel caso in cui l’organico delle amministrazioni aggiudicatrici presenti carenze accertate o in esso non sia compreso nessun soggetto in possesso della specifica professionalità necessaria per lo svolgimento dei compiti propri del responsabile del procedimento, secondo quanto attestato dal dirigente competente, i compiti di supporto all’attività del responsabile del procedimento possono essere affidati, con le procedure previste dal presente codice per l’affidamento di incarichi di servizi, ai soggetti aventi le specifiche competenze di carattere tecnico, economico-finanziario, amministrativo, organizzativo, e legale, che abbiano stipulato adeguata polizza assicurativa a copertura dei rischi professionali».
Da tale lettura del comma 7 dell’art. 10 è agevole ricavare che per poter ricorrere ad un assistente al R.U.P. esterno occorre che nell’Ufficio si verifichino: 1) «carenze accertate» di organico, oppure 2) «nessun soggetto in possesso della specifica professionalità necessaria per lo svolgimento dei compiti propri del responsabile del procedimento».
Nessun’altra motivazione ha riferimento di legge.
Nel corso della richiesta di chiarimenti al responsabile del procedimento, è stato ammesso dallo stesso responsabile, l’errore della motivazione addotta per la determina di incarico all’ing. Angelo Bianchi.
Conseguenza di tale errore è l’assenza del presupposto per consentire di affidare all’esterno «i compiti di supporto all’attività del responsabile del procedimento».
Sulla base dei dati in possesso dei commissari, l’incarico al professionista esterno, ing. Angelo Bianchi, alla luce di quanto esposto, non poteva essere conferito poiché privo dei necessari presupposti di motivazione previsti dalla legge.
= III / IV =
Specifiche competenze dell’ing. Angelo Bianchi – curriculum vitae – per lo svolgimento dei compiti di supporto all’attività del responsabile unico del procedimento
E’ stato fornito ai commissari il curriculum vitae dell’ing. Angelo Bianchi, ma senza protocollo e non collegato o richiamato da nessuno dei documenti inerenti l’oggetto.
A pagina 6 del sopraddetto curriculum dell’ing. Angelo Bianchi si legge: «5. n. 3 consulenze ai R.U.P. comune di Cerro Maggiore (MI), per complessivi € 18.000.000, lavori in P.F. ex art. 37 bis legge 109/94»
Con riferimento al project financing, quindi, l’ing. Bianchi ha dichiarato di aver svolto solo tre esperienze di assistenza al R.U.P. e tali esperienze maturate nel periodo in cui vigeva la legge Merloni [legge 11 febbraio 1994, n. 109 “Legge quadro in materia di lavori pubblici”].
La normativa di riferimento, invece, doveva essere il decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 «Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE». (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.100 del 2 maggio2006 – Suppl. Ordinario n. 107 ).
L’ing. Angelo Bianchi è stato considerato in possesso di specifiche competenze in project financing e in quest’ambito idoneo a svolgere i compiti di supporto all’attività del responsabile unico del procedimento ai sensi delle statuizioni contenute nel D.lgs. 163/2006 a fronte di una esperienza in ambiti legislativi diversi (vigeva legge Merloni come sopra riportato e non il decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163).
E’ stato richiesto chiarimento sulla presunta particolare esperienza dell’ing. Angelo Bianchi in lavori di project financing durante la seduta del 19/11/2015 e la risposta da parte del capoarea geom. Marco Ferrari, esplicita solo la conoscenza avvenuta tra lo stesso capoarea in tempi pregressi e l’ing. Bianchi che seguiva, quale responsabile unico del procedimento, i lavori di messa in sicurezza degli Istituti scolastici situati in via Giardino ed in via Cadorna per conto del Provveditorato regionale per le opere pubbliche.
La motivazione addotta nella determina di incarico non aiuta ad un chiarimento ne ad una giustificazione.
Sulla base dei dati in possesso dei Commissari, pertanto, si può concludere che l’ing. Angelo Bianchi, al momento del conferimento dell’incarico oggetto della Commissione, non aveva requisiti di esperienza specifica nel campo del project financing come assistente al R.U.P. con ambito di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163.
= V =
Garanzie previste dalla legge per poter correttamente conferire l’incarico.
Riportando di seguito, per migliore comprensione e facile lettura, il comma 7 dell’art. 10 del d.lgs. 163/2006 – rubricato «Responsabile delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture»:
«7. Nel caso in cui l’organico delle amministrazioni aggiudicatrici presenti carenze accertate o in esso non sia compreso nessun soggetto in possesso della specifica professionalità necessaria per lo svolgimento dei compiti propri del responsabile del procedimento, secondo quanto attestato dal dirigente competente, i compiti di supporto all’attività del responsabile del procedimento possono essere affidati, con le procedure previste dal presente codice per l’affidamento di incarichi di servizi, ai soggetti aventi le specifiche competenze di carattere tecnico, economico-finanziario, amministrativo, organizzativo, e legale, che abbiano stipulato adeguata polizza assicurativa a copertura dei rischi professionali».
E’ agevole ricavare dalla lettura dell’articolo sopra riportato, che il soggetto incaricato di svolgere i compiti di supporto all’attività del responsabile unico del procedimento deve aver «stipulato adeguata polizza assicurativa a copertura dei rischi professionali».
Dalla documentazione in possesso della Commissione non è emerso in alcun modo che l’ing. Bianchi avesse dichiarato o protocollato tale polizza. La polizza non è agli atti dell’incarico, ne sussiste alcuna richiesta da parte degli uffici preposti, ad integrare la documentazione con quella prevista per legge.
Sulla base dei dati in possesso dei Commissari, pertanto, l’incarico conferito all’ing. Angelo Bianchi è mancante del requisito previsto dalla legge come sopra riportato.
= VI /VIII =
Incarico conferito con determinazione 24 agosto 2011 n. 611, all’ing. Angelo Bianchi
Il procedimento per la realizzazione di un’opera pubblica si può sintetizzare come di seguito:
a. l’intervento deve essere previsto nel Piano triennale delle opere pubbliche approvato dal Consiglio Comunale;
b. l’Amministrazione redige uno studio di fattibilità;
c. la Giunta comunale approva lo studio di fattibilità e indice la gara relativa.
Nel luglio 2011 viene approvato dal Consiglio comunale il Piano triennale delle opere pubbliche 2011 – 2013 all’interno del quale è riportato un lavoro di “Interventi di ristrutturazione strutture cimiteriali e realizzazione campate loculi; Ristrutturazione e riqualificazione centro sportivo comunale” per un costo totale dell’intervento di € 1.100.000,00.=(euro unmilionecentomila/00) allocati nell’anno 2011.
In data 24 agosto 2011, viene conferito l’incarico all’ing. Angelo Bianchi quale assistente al R.U.P. (determinazione numero 611) per l’intervento sopra riportato (“interventi di ristrutturazione strutture cimiteriali e realizzazione campate loculi; Ristrutturazione e riqualificazione centro sportivo comunale”).
L’ing. Angelo Bianchi redige e consegna in data 02/11/2011 uno studio di fattibilità ad oggetto “gestione, ristrutturazione e ampliamento del civico cimitero” con un quadro economico dei costi di costruzione nei 20 anni attualizzato che prevede totale generale dell’intervento di € 11.500.000,00.=(euro undicimilionicinquecentomila/00).
Sulla base dei dati in possesso dei Commissari e delle richieste di chiarimento effettuate, l’ing. Angelo Bianchi non ha ottemperato all’incarico a lui affidatogli con determina 611 del 24/08/2011.
Nuovi chiarimenti richiesti al responsabile unico del procedimento hanno precisato che ci sono stati dei ‘desiderata’ dell’Amministrazione comunale che lo stesso responsabile ha riportato al professionista incaricato e fatto inserire all’interno di un piano di fattibilità che è così cambiato per oggetto, dimensioni e durata dell’intervento.
= VII =
La giunta comunale ha preso atto con delibera di giunta del 16/11/2011 n. 194 il lavoro presentato dall’ing. Angelo Bianchi.
In data 16/11/2011 la giunta comunale prende atto del lavoro consegnato dall’ing. Angelo Bianchi anche se difforme dall’incarico conferito allo stesso.
In data 16/11/2011 la giunta prende atto e DELIBERA (G.C. 194):
“3. di demandare al Responsabile dell’area 6, l’attivazione delle procedure per:
– Approvazione progetti e bando;
– Pubblicazioni per pubblicità;
– Nomina commissione;
4. (omissis)
5. (omissis)
6. di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134 c 4 del TUEL”
Sulla base dei dati in possesso dei Commissari tale delibera viene effettuata quando in corso di validità sussisteva ancora il Piano Triennale delle opere pubbliche 2011 – 2013 all’interno del quale è riportato un lavoro di “Interventi di ristrutturazione strutture cimiteriali e realizzazione campate loculi; Ristrutturazione e riqualificazione centro sportivo comunale” per un costo totale dell’intervento di € 1.100.000,00.=(euro unmilionecentomila/00) allocati nell’anno 2011.
Inoltre, sempre sulla base dei dati in possesso dei Commissari nella delibera di giunta sopraddetta (n. 194 del 16/11/2011) non viene allegato il parere di regolarità contabile, in violazione del primo comma dell’articolo 49 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267.
In altre parole, la Commissione ha appurato che la Giunta comunale ha approvato, su proposta del responsabile unico del procedimento, uno studio di fattibilità per un progetto che non trova alcun riscontro ne nel Piano triennale delle opere pubbliche 2011 – 2013, ne nella determinazione n. 611 del 24 agosto 2011 per il conferimento d’incarico all’ing. Angelo Bianchi.
Le motivazioni per il quale il responsabile del procedimento, ha fatto proprio tale studio di fattibilità risiede nel fatto che l’Amministrazione aveva dato imput sulla realizzazione di un intervento di proporzioni diverse da quello inizialmente previsto nel Piano triennale delle opere pubbliche 2011 – 2013 (seduta del 19/11/2015).
Sulla base dei dati in possesso dei Commissari non esiste l’atto formale con cui si è manifestata la volontà dell’Amministrazione comunale di procedere con un intervento diverso per impegno economico, durata e oggetto.
Sempre sulla base dei dati in possesso dei Commissarilo studio di fattibilità realizzato dall’ing. Angelo Bianchi è stato consegnato il 02/11/2011, la presa d’atto del lavoro da parte dell’Amministrazione è avvenuta in data 16/11/2011, il Piano triennale delle opere pubbliche in cui viene incluso il lavoro arbitrariamente redatto è del 16/02/2012 mentre la determina in cui si assegna il nuovo incarico all’ing. Bianchi per le prestazioni già assolte è emessa in data 13/04/2012 (det. N. 334).
Avendo operato nel modo sopra esposto c’è stata una inversione del corretto procedimento. Invece di avere:
1) intervento previsto dal Piano delle opere pubbliche;
2) studio di fattibilità;
3) gara;
si è proceduto con:
1) studio di fattibilità;
2) intervento previsto dal Piano triennale delle opere pubbliche;
3) gara.
Sulla base dei dati in possesso dei Commissari tale procedura non è corretta ed in tal modo viene esautorato il potere del consiglio comunale quale organo preposto all’indirizzo politico delle opere da realizzare.
= VIII e IX =
Conferimento diretto dell’incarico, con valore che superava i limiti minimi imposti dalla legge per poter procedere con tali modalità.
Dalla documentazione in possesso della Commissione è emerso che il responsabile unico del procedimento, ha conferito all’ing. Bianchi due incarichi di assistenza al R.U.P.
Il primo incarico è stato conferito all’ing. Angelo Bianchi attraverso la determinazione 24 agosto 2011 n. 611 avente ad oggetto: “Interventi di ristrutturazione strutture cimiteriali e realizzazione campate loculi; Ristrutturazione e riqualificazione centro sportivo comunale” per un valore complessivo dell’opera di € 1.100.000,00.=(euro unmilionecentomila/00). Il compenso da corrispondere al professionista per l’incarico di cui alla predetta determina (n. 611) era di € 20.000,00.=(euro ventimila/00).
L’incarico di cui alla determina 24 agosto 2011 n. 611, ferme restando le eccezioni sollevate ai punti precedenti, poteva essere conferito direttamente al professionista senza la necessità di ricorrere a procedura selettiva.
Il secondo incarico è stato conferito all’ing. Angelo Bianchi attraverso la determinazione 13 aprile 2012 n. 334 avente ad oggetto: “attività di projectfinancing relative alla gestione, ristrutturazione ed ampliamento del civico cimitero”, per un valore complessivo dell’opera di € 11.500.000,00.(euro undicimilionicinquecentomila/00). Il compenso da corrispondere al professionista per l’incarico di cui alla predetta determina (n. 334) era di € 60.000,00.=(euro sessantamila/00).
Il comma 11 dell’art. 125 – rubricato «Lavori, servizi e forniture in economia» – del d.lgs. 163/2006, così come integrato dall’art. 4 lett. m bis [lettera introdotta con la legge che ha convertito il dl 70/2011 ossia la legge 106/2011 pubblicata sulla gazzetta ufficiale in data 12 luglio 2011] consente al responsabile del procedimento, per servizi o forniture di valore inferiori a € 40.000,00.=(euro quarantamila/00), l’affidamento diretto.
L’incarico di cui alla determina 13 aprile 2012 n. 334, non si poteva conferire in modo diretto in quanto il compenso superava il limite [€ 40.000,00.=(euro quarantamila/00)] previsto dalla legge.
A richiesta di chiarimento da parte dei commissari sulla effettiva distinzione dei due incarichi (oggetto differente e compenso di diversa entità) ha risposto il Dott. Diego Carlino, Segretario generale del Comune di Melegnano, confermando la diversità dei due incarichi ed affermando che non si poteva procedere al conferimento del secondo incarico con procedura diretta in quanto di entità superiore agli € 40.000,00.=(euro quarantamila/00). Procedura corretta, ha dichiarato il Segretario, voleva che una volta rilevato che l’incarico da affidare superava gli € 40.000,00.=(euro quarantamila/00) si doveva disporre un bando per un nuovo conferimento. La determinazione dell’incarico, ha ribadito dopo sollecitazione dei commissari, deve essere effettuata in modo preventivo e non a consuntivo (seduta del 19/11/2015).
Sulla base dei dati in possesso dei Commissari e sentito il parere del Segretario Generale, l’incarico conferito all’ing. Angelo Bianchi è avvenuta in modo non conforme alle disposizioni di Legge poiché si doveva procedere a una selezione tramite bando per individuare il soggetto esterno all’Amministrazione da incaricare. Questo al netto delle considerazioni ed affermazioni circa la sussistenza dei requisiti per procedere con un incarico esterno.
= X / XI=
L’ing. Angelo Bianchi ha determinato nei documenti consegnati (studio di fattibilità – piano economico finanziario) una stima economica dell’intervento dalla quale discende in modo diretto il calcolo del suo compenso professionale
Sulla base dei dati in possesso dei Commissari e dopo richiesta di chiarimento al responsabile del procedimento ed all’assessore ai lavori pubblici, si è appurato che il quadro economico realizzato dall’ing. Bianchi contiene, per la determina del “costo di costruzione dei loculi di 1^ – 5^ fila”, il valore del prezzo di vendita degli stessi in luogo del costo di costruzione.
Il valore del prezzo di vendita è di circa 2,5 volte maggiore rispetto al costo di costruzione. Conseguenza diretta è che il valore totale generale dell’intervento è lievitato, per la parte interessata, di circa 2.5 volte.
All’interno del quadro economico dei costi di costruzione nei 20 anni attualizzati, l’ing. Angelo Bianchi ha definito con un calcolo percentuale l’ammontare del compenso per le prestazioni di “R.U.P. ed attività di consulenze varie”. Tale calcolo percentuale si basa sul valore totale dei costi di costruzione (1% del valore totale) che in questo caso è 2,5 volte più alto (per la parte interessata) del dovuto.
= XII =
L’ing. Angelo Bianchi, assistente al R.U.P. e membro della commissione di valutazione della gara.
L’articolo 84 del d.lgs. 163/2006, disciplina le modalità di composizione della commissione giudicatrice. Al comma 4 dispone: «I commissari diversi dal Presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta».
Secondo la giurisprudenza questa norma poggia sull’esigenza di escludere, in ossequio ai principi di imparzialità, buon andamento e trasparenza di cui all’articolo 97 della Costituzione e allo stesso art. 51 del C.p.c., che un soggetto che abbia predisposto gli atti di gara in base ai quali debbano essere presentate le offerte proceda poi alla loro valutazione, così come possa avere compiti in relazione all’esecuzione del contratto di appalto (si veda in proposito Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza 24 marzo 2011 n. 1783); non possono essere componenti di una commissione giudicatrice di gara, soprattutto nelle ipotesi in cui il criterio di aggiudicazione sia quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa (criterio che, come è noto, implica valutazioni altamente discrezionali in ordine ai requisiti tecnici delle offerte) soggetti che abbiano svolto un’attività idonea a interferire con il giudizio di merito sull’appalto, in grado cioè di incidere sul processo formativo della volontà che ha condotto alla valutazione delle offerte potendone condizionare l’esito (in tal senso, Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza 21 luglio 2011 n. 4438).
Nella specie, la commissione giudicatrice tecnica della gara in questione era composta anche dall’assistente al responsabile unico del procedimento. Quindi, uno (l’ing. Angelo Bianchi) dei tre componenti della commissione giudicatrice (oltre al R.U.P. per la quale è ammessa la presenza in tale commissione) aveva svolto funzioni «relativamente al contratto del cui affidamento si tratta».
È indubbio, è incontestato ed emerge inequivocabilmente da tutti gli atti del procedimento che l’ing. Bianchi, «relativamente al contratto del cui affidamento si tratta», abbia svolto attività di assistente del responsabile del procedimento ossia abbia svolto «funzioni o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta».
A chiarimento di tale incongruenza i commissari hanno interpellato il Segretario comunale dott. Diego Carlino che ha confermato tale evidenza.
Sulla base dei dati in possesso dei Commissari appare illegittima la composizione della commissione giudicatrice che non può che riverberarsi automaticamente su tutti gli atti del procedimento che quindi non può che essere nullo in radice.
= XIII =
Documentazione di gara e suo esito
E’ doveroso evidenziare per quanto attinente ai documenti di gara redatti sulla base del lavoro consegnato dall’ing. Angelo Bianchi che:
– vi è stata una sovrastima nello studio di fattibilità, redatto dall’ing. Angelo Bianchi, come ben precisato al punto X / XI. Tali circostanze hanno prodotto che si presentasse un unico concorrente nonostante la presa visione di n. 5 concorrenti.
– nel disciplinare di gara allegato alla Determina n. 145/2012 al punto BB, 6) lettera a) è stato illegittimamente richiesto, senza giustificati motivi (come richiesto dall’art. 41, punto 2 del D.Lgs 163/2006) un “fatturato globale per servizi di progettazione per un importo almeno pari a € 1.200.000 (ovvero 4 volte il valore dei servizi valutati in base alla sovrastima delle opere da compiere) pari al massimo previsto- IVA esclusa – espletati nei migliori cinque esercizi degli ultimi dieci anni antecedenti la pubblicazione del bando” in contrasto con quanto previsto all’art 263, comma 1, lettera a) del DPR 207/2010 che si riferisce soltanto agli ultimi 5 esercizi.
– con specifico riferimento alla revoca di una gara d’appalto è necessaria una puntuale e accurata motivazione sulla sopravvenuta diversa valutazione dell’interesse pubblico che ne aveva consigliato l’indizione, pur tuttavia, l’innovata disciplina positiva, data all’istituto della revoca del provvedimento amministrativo dal legislatore, con l’introduzione dell’art. 21-quinquies l. 7 agosto 1990 n. 241, ne ha dilatato la preesistente nozione elaborata dall’insegnamento dottrinario e giurisprudenziale, ricomprendendo in essa sia il c.d. iuspoenitendi, che consente alla pubblica amministrazione di ritirare i provvedimenti ad efficacia durevole sulla base di sopravvenuti motivi di interesse pubblico ovvero di mutamenti della situazione di fatto, sia di rivedere il proprio operato in corso di svolgimento e di modificarlo, perché evidentemente ritenuto affetto da inopportunità, in virtù di una rinnovata diversa valutazione dell’interesse pubblico originario. Pertanto, il sopravvenire di ragioni anche di mera opportunità che rendano non consigliabile, nella valutazione dei diversi interessi coinvolti nella fattispecie, il permanere di un atto che ha regolato la stessa fattispecie, costituisce una circostanza bastevole a giustificare il ritiro dell’atto sub specie di revoca. Inoltre, consolidata giurisprudenza asserisce che la responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione, ex art. 1337 c.c., non è configurabile anteriormente alla scelta del contraente nella fase, cioè, in cui gli interessati non hanno ancora la qualità di futuri contraenti, ma soltanto quella di partecipanti alla gara e vantano esclusivamente una posizione di interesse legittimo al corretto esercizio dei poteri della pubblica amministrazione, mentre non sussiste una relazione specifica di svolgimento delle trattative.
CONCLUSIONI
Da quanto sopra meglio specificato si determina, sulla base dei dati in possesso dei commissari che:
– L’incarico al professionista esterno, ing. Angelo Bianchi, alla luce di quanto esposto, non poteva essere conferito poiché privo dei necessari presupposti di motivazione previsti dalla legge. La motivazione addotta nella determina di incarico è sbagliata.
– L’ing. Angelo Bianchi, al momento del conferimento dell’incarico oggetto della Commissione, non aveva requisiti di esperienza specifica nel campo del projectfinancing come assistente al R.U.P. con ambito di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163.
– Non è emerso in alcun modo che l’ing. Bianchi avesse dichiarato o protocollato polizza assicurativa adeguata. La polizza non è agli atti dell’incarico e quindi l’incarico conferito è mancante del requisito previsto dalla legge.
– L’ing. Bianchi non ha ottemperato all’incarico a lui affidatogli con determina n. 311 del 24/08/2011.
– C’è stata una inversione del corretto procedimento. Invece di avere “intervento previsto dal Piano delle opere pubbliche, studio di fattibilità, gara” si è proceduto con “studio di fattibilità, intervento previsto dal Piano triennale delle opere pubbliche, gara”. Tale procedura non è corretta ed in tal modo viene esautorato il potere del consiglio comunale quale organo preposto all’indirizzo politico delle opere da realizzare.
– L’incarico conferito all’ing. Angelo Bianchi è avvenuto in modo non conforme alle disposizioni di Legge poiché si doveva procedere a una selezione tramite bando per individuare il soggetto esterno all’Amministrazione da incaricare. Questo al netto delle affermazioni circa la sussistenza dei requisiti per procedere con un incarico esterno.
– All’interno del quadro economico dei costi di costruzione nei 20 anni attualizzati, l’ing. Angelo Bianchi ha definito con un calcolo percentuale l’ammontare del compenso per le prestazioni di “R.U.P. ed attività di consulenze varie”. Tale calcolo percentuale si basa sul valore totale dei costi di costruzione (1% del valore totale) che in questo caso è 2,5 volte più alto (per la parte interessata) del dovuto.
– L’articolo 84 del d.lgs. 163/2006, al comma 4 dispone: «I commissari diversi dal Presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta». Appare illegittima la composizione della commissione giudicatrice che non può che riverberarsi automaticamente su tutti gli atti del procedimento che quindi non può che essere nullo in radice.

Inoltre si evidenzia che :
L’incarico all’ing. Angelo Bianchi non avrebbe potuto essere conferito e lo stesso professionista non avrebbe dovuto lavorare alla “gestione, ristrutturazione e ampliamento del civico cimitero” se non dopo il 17 Febbraio 2012, ma in quella data, vista l’entità dell’incarico, venivano meno i presupposti per l’assegnazione diretta.
La serie di anomalie, incongruenze e forzature, se confermate, porterebbero ad una censura dell’operato del Sindaco, della Giunta comunale, del segretario comunale e del capoarea che sembrerebbero avere agito in piena sinergia avallando implicitamente o con atti formali scelte ‘anomale’ e non coerenti con il mandato del Consiglio comunale e con le previsioni di Bilancio.
La presa d’atto (n. 194 del 16/11/2011) della Giunta comunale di un lavoro non conforme per quanto in oggetto dell’incarico oltre che per metodologia di conferimento è anomalo in quanto non solamente ‘presa d’atto’ (in quanto tale) ma delibera in cui si forniva l’imput al capoarea per l’avvio di un iter che doveva portare all’indizione del bando di gara (senza alcun coinvolgimento del consiglio comunale).
La stessa delibera di giunta comunale, di cui al punto precedente, esautora di fatto il potere del consiglio comunale che ha il compito di fornire l’indirizzo per le opere da realizzare previa approvazione del piano triennale delle opere pubbliche. La delibera avviene in data precedente alla variante al piano triennale delle opere pubbliche.
I rapporti dell’Amministrazione e del capoarea con l’ingegnere Angelo Bianchi risalgono all’anno 2009, in occasione della ristrutturazione delle scuole di Melegnano. Sia gli amministratori che il capoarea hanno dichiarato di non essere a conoscenza dei problemi giudiziari (di rilevanza pubblica) pregressi dell’ing. Angelo Bianchi. Tali problemi che non avrebbero rappresentato un impedimento formale per l’assegnazione dell’incarico, hanno posto un problema di opportunità.
Considerato quanto emerso la Commissione chiede al Segretario generale un accertamento puntuale di tutte le anomalie riscontrate.
Tutti gli atti prodotti dalla Commissione d’inchiesta, nonché tutti i documenti (in originale o copia conforme) che costituiscono il dossier analizzato, devono venire trasmessi per conoscenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Milano, all’Agenzia Nazionale Anticorruzione (ANAC), alla Prefettura ed alla Corte dei conti sezione regionale.
PROPOSTE DELLA COMMISSIONE
Sarebbe opportuno che il Comune si dotasse, per gli affidamenti diretti, di un apposito regolamento.
Resta da approfondire il punto dell’interesse pubblico del project financing del civico cimitero, per un’analisi completa di questo aspetto sarebbe stato necessario esaminare anche dei documenti non acquisiti in questa commissione, come le buste di gara, la convenzione e i progetti preliminari e definitivi, si rimanda al consiglio comunale l’individuazione della modalità più appropriate per tale approfondimento.

Melegnano, 22 dicembre 2015.

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IL CONSUMO DI SUOLO NEL MELEGNANESE. I DATI FORNITI DA LEGAMBIENTE. OCCORRE RIVEDERE I PGT

Nel seminario che SEL ha organizzato a Carpiano sul futuro sostenibile del Melegnanese, sono emersi alcuni dati interessanti sul consumo di suolo nella nostra zona (Carpiano, Cerro al Lambro, Colturano, Dresano, San Zenone al Lambro e Vizzolo Predabissi). Grazie al lavoro di Legambiente Lombardia, e in particolare di Paolo Lozza, del direttivo regionale, è stato fornito un quadro sull’urbanizzazione nel Sud Milano piuttosto preoccupante. Ecco i dati emersi dallo studio.
Il consumo di suolo nei sette comuni del Melegnanese era del 4,7% nel 1954, del 19% nel 1999, del 23,1% nel 2012. Con l’arrivo della tangenziale est esterna e delle nuove strade connesse alla Tem, sono stati sottratti circa 114 ettari all’uso agricolo: 38 a Cerro al Lambro, 2,5 a Colturano, più di 16 a Dresano, 2,5 a Melegnano, quasi 55 a Vizzolo Predabissi, se consideriamo anche l’area della cava di prestito voluta da Tem. Con le nuove strade e autostrade, il consumo di suolo dei sette comuni è notevolmente cresciuto e ha raggiunto il 25,3% del totale del territorio, con un incremento rispetto al 2012 del 10%, non giustificato dall’incremento di popolazione che dal 1954 a oggi il Melegnanese ha fatto registrare. Infatti, se 100 erano i valori della popolazione e del consumo di suolo nel 1954, nel 1999 gli stessi dati valevano rispettivamente 186 e 419 (+ 319%), mentre se sommiamo i dati del 2012 e della Tem siamo a 218 per la popolazione e ben 543 per suolo consumato, con un incremento del 443%. Uno spreco di suolo, insomma, non giustificato dall’incremento di popolazione, che pure in oltre sessant’anni vi è stato. Ma i pericoli per il suolo libero, risorsa scarsa da preservare, non sono finiti. Infatti, a tutti questi dati vanno sommati gli incrementi urbanizzativi dei piani di governo del territorio vigenti dei sette comuni della zona, che se le previsioni venissero tutte quante attuate farebbero salire il dato medio della zona al 27,8%, con una crescita rispetto al 2012 del 20,2%. Un esito inaccettabile. Che va contrastato. A partire dalla revisione delle previsioni dei Pgt comunali.
IL MELEGNANESE – Quando parliamo del Melegnanese parliamo di un territorio di sette Comuni (Carpiano, Cerro al Lambro, Colturano, Dresano, Melegnano, San Zenone al Lambro e Vizzolo Predabissi) di circa 40 mila abitanti, di 53 kmq di superficie, avente una densità media di 754 abitanti per kmq e con un consumo di suolo medio del 23,1% del totale del territorio (il dato è al 2012). Sette comuni di 40.000 abitanti, che rappresentano il 23% del totale degli abitanti della zona omogenea del Sud Est (zona che conta 173.000 abitanti e che comprende 15 comuni compresi tra l’asse della Paullese e quello dell’Emilia) e quasi il 30% della superficie del territorio della stessa zona omogenea.