Permalink

0

Paullo, SEL discute della città di domani

PAULLO ENERGIA 23 MAGGIO JPEGGiovedì 23 maggio, alle 21, in sala consiliare del comune di Paullo, Sinistra Ecologia Libertà organizza un incontro dal titolo “L’energia e la città del futuro: Paullo verso la sostenibilità“. Interventi di Alberto Pacchioni, assessore all’Ambiente del comune di Paullo, Giorgio Schultze, architetto esperto in materia energetica, e Pietro Mezzi, consigliere provinciale.

 

Permalink

0

“Qualcosa di Sinistra”: pubblicato il primo numero

Immagine 004Pubblicato il primo numero di “Qualcosa di Sinistra“, periodico di informazione di Sinistra Ecologia Libertà di Melegnano e zona. Si tratta di un foglio, per il momento di sole due pagine (è un problema di risorse, non di idee), che informa delle attività del circolo di SEL del melegnanese e di riflessione sulla città e sul territorio. In questo numero, un articolo di Maurizio Margutti sugli effetti dello sforamento del Patto di stabilità del 2012 da parte della giunta Bellomo; a seguire, un’analisi puntuale dello stato della città dopo sei anni di amministrazione da parte della destra, poi il primo contributo di Massimo Bedoni sui nuovi stili di vita sostenibile e, per chiudere, un invito al tesseramento per il 2013 di Roberto Silvestri. Il primo editoriale è a firma di Valentina Cannavò. La distribuzione avverrà ai banchetti di SEL a Melegnano e, un po’ alla volta, nelle case dei melegnanesi. Ecco il pdf a colori del numero 1 GIORNALE SEL a colori x sito

Permalink

0

PROVINCIA / Turci (CdN) si dimetta da presidente della commissione Antimafia della Provincia di Milano

Il consigliere provinciale Massimo Turci, ex capogruppo Pdl e attuale capogruppo di Centrodestra nazionale, si è distinto per un’aperta manifestazione di stile fascista. Lo scorso 29 aprile, infatti, ha attivamente partecipato alla manifestazione organizzata da gruppi dell’estrema destra in occasione dell’anniversario dell’uccisione del militante missino Sergio Ramelli. Da anni quella ricorrenza viene usata, non per commemorare la morte di un giovane, ma per organizzare una parata nelle vie del quartiere Città Studi dalle caratteristiche che ricordano quelle lugubri degli anni Trenta: rulli di tamburi, bandiere con le croci celtiche e saluti romani a profusione. “La stampa ha dato grande rilievo nei giorni scorsi a questo episodio - afferma Pietro Mezzi, capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà alla Provincia di Milano - sottolineando la partecipazione del consigliere Turci come attivo promotore e non semplice aderente: esistono filmati che lo testimoniano inequivocabilmente. È stato infatti proprio lui a pronunciare il discorso conclusivo della manifestazione. In quella circostanza, ha dichiarato che nessuno potrà fermare la loro azione, neanche la legge. Evidente il riferimento alla legge Mancino, del 1993, che punisce chi professa ideologia e metodi che si richiamano al fascismo. Senza dimenticare che la Costituzione italiana vieta la ricostituzione del partito fascisata sotto qualsiasi forma”. Un’affermazione, quella di Turci, grave perché pronunciata da un rappresentante delle istituzioni che dovrebbe, quindi, attenersi alla legalità repubblicana. “Ma è ancora più grave - sostiene Mezzi - perché Turci presiede la Commissione consiliare provinciale che si occupa del contrasto alle mafie e che quindi dovrebbe promuovere la legalità. Può svolgere quel ruolo chi si fa beffe pubblicamente della legge e per di più nel contesto di una manifestazione apertamemente che viola una legge dello stato? La risposta è no e quindi il consigliere Turci deve dimettersi dalla presidenza di quella commissione. E nella riunione odierna dei capigruppo ho posto questa richiesta”. Analoga richiesta è stata avanzata dalla Carovana Antimafie presente in questi giorni in Lombardia.

Permalink

2

SERRAVALLE-CORTE DEI CONTI / Tocca a me spiegare

 Giorni fa, su diversi quotidiani nazionali e locali, è stata pubblicata la notizia dell’iniziativa intrapresa dalla Corte dei Conti sulla vicenda dell’acquisto del 15% delle azioni della società Milano-Serravalle, da parte della società Asam (holding finanziaria della Provincia di Milano). I fatti risalgono a otto anni fa, alla fine del luglio del 2005. L’iniziativa della Corte mi coinvolge, in quanto all’epoca ricoprivo la carica di assessore al Territorio della Provincia di Milano, all’interno della giunta di centrosinistra che ha amministrato l’ente provinciale dal 2004 al 2009. La Corte dei Conti – che è un organo dello Stato con funzioni di controllo in materia di entrate e spese pubbliche – si era attivata sulla base di un esposto del 2005 dell’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini. La Corte ha mosso rilievi su tale acquisto, ipotizzando un danno all’erario pubblico: un danno che avrebbe – sempre secondo l’organo di controllo statale – dimensioni consistenti. La stessa Corte dei Conti chiede ora alle persone interessate (il presidente della Provincia, gli otto assessori provinciali presenti alla seduta della giunta provinciale del 29 luglio 2005, il segretario generale e il direttore generale) di controdedurre, producendo una memoria difensiva (cosa che conto di fare nei prossimi giorni, assistito da un avvocato esperto in materia). In attesa di tale memoria, sento l’obbligo (e il dovere) di mettervi al corrente di quanto accaduto, di fornirvi alcune informazioni di contesto e di compiere alcune mie prime valutazioni, rimandando a un successivo momento la valutazione tecnico-giuridica d’obbligo. In questa mia prima breve memoria, per chiarezza, procederò per punti. 1) La Corte dei Conti (CdC) è una magistratura amministrativa: non è un organo di magistratura penale. Quindi, la vicenda che, a detta della CdC mi vede coinvolto ha risvolti esclusivamente amministrativi. 2) L’iniziativa della CdC non è conclusa: non si tratta cioé di un provvedimento definitivo, di una sentenza, ma per giungere a tale atto serve acquisire le memorie difensive degli interessati, compresa la mia, che dovrò produrre entro 45 giorni dalla notifica. 3) La vicenda è complessa e riguarda l’approvazione di una delibera della giunta provinciale del 29 luglio del 2005. La delibera impegnava il 38% delle azioni della società autostradale Milano-Serravalle a garanzia del prestito bancario di Bancaintesa per l’acquisto, da parte di Asam, del 15% delle azioni dal Gruppo Gavio (società che opera anche nel settore delle concessioni autostradali). 4) L’acquisto del 15% delle azioni della società autostradale Milano-Serravalle è avvenuta da parte del consiglio di amministrazione della società Asam, società controllata dalla Provincia di Milano e holding finanziaria della stessa. 5) Ciò che la CdC contesta agli allora amministratori e dirigenti della Provincia di Milano è l’alto costo dell’operazione, frutto di una sopra valutazione del valore delle azioni della società autostradale Milano-Serravalle. 6) Va detto che per giungere alla valutazione del prezzo di acquisto delle azioni del Gruppo Gavio da parte della Provincia di Milano, a suo tempo, si è proceduto alla stima di tale valore da parte di una società specializzata (advisor; studio Vitale & Associati), che ha definito il valore di riferimento della singola azione della Milano-Serravalle. 7) L’acquisto del 15% delle azioni del Gruppo Gavio ha comportato l’accensione di un mutuo ventennale con BancaIntesa, del valore complessivo di 238 milioni. 8) In questo modo, la Provincia di Milano, attraverso la sua controllata Asam, possedeva il 53% delle azioni della Milano-Serravalle, diventando socio di maggioranza assoluta. 9) Così facendo, la Provincia di Milano aveva messo fine al rischio di scalata della società autostradale da parte dello stesso gruppo privato (Gavio), scalata tentata per diversi anni all’epoca dell’amministrazione provinciale Colli. Di tale tentativo sono personale testimone e ne testimoniano pure le cronache politiche del periodo 1999-2004 e le cronache giudiziarie (che hanno riguardato un ex assessore della giunta Colli). Di tale tentativo di scalata sono stato oppositore, così come le forze del centro sinistra, per tutto il periodo del mandato provinciale, dal 1999 al 2004. 10) Sul piano strettamente politico, l’operazione di acquisizione è stata pienamente condivisa da tutta la maggioranza di centrosinistra di allora (2004-2009), vale a dire da Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Verdi, Italia dei Valori, Udeur. Tant’è, che chiamati a controdedurre alle argomentazioni della CdC sono gli amministratori appartenenti allora a tali partiti. 11) Sulla vicenda dell’acqusito delle azioni Serravalle fu anche prodotta una perizia da parte della Procura della Repubblica di Milano, chiamata in causa da un secondo esposto del sindaco Albertini. La perizia della Procura di Milano (ordinata dal pm Alfredo Robledo, redatta dai professori Gabriele Villa e Mario Cattaneo, conclusasi nel dicembre del 2006 e resa pubbica nel luglio del 2011), concluse affermando che il prezzo di acquisto fu definito “congruo” e che quindi non vi era estremi di reato e – ne deduco – non era stato prodotto un danno all’erario pubblico. Una conclusione confermata nel settembre del 2011 anche dall’ex procuratore della Corte dei Conti, Spadaro. 12) La Corte dei Conti, per giungere alle valutazioni espresse giorni fa, in cui chiede alle persone interessate di “dedurre”, si è avvalsa di un’ulteriore perizia prodotta da altri esperti in materia (perizia che allo stato non conosco). 13) Credo sia difficile affermare, come afferma la CdC, che si è trattato di un’operazione donnosa per l’erario ubblico, in quanto la società, dal 2005 in poi, ha avuto una valorizzazione, in termini di capitale, di investimenti e di dividendi. E se oggi la Provincia di Milano può, come ha in corso, procedere alla vendità dell’intero valore della società per risollevare i bilanci dell’ente, impoveriti dalla crisi economica e dai tagli agli enti locali, forse lo deve proprio a quell’operazione di acquisizione che la CdC contesta. 14) L’operazione di acquisizione del 15% delle azioni di Serravalle da parte della Provincia è stata realizzata e conclusa nel luglio 2005, molto tempo prima del manifestarsi della crisi economico-finanziaria italiana, europea e mondiale. Tale operazione, a causa della crisi economica e finanziaria degli enti locali, sarebbe impossibile da realizzare al giorno d’oggi. 15) L’operazione di acquisizione di cui si parla, non ha nulla a che vedere con i filoni di inchiesta in cui è coinvolto l’ex presidente della Provincia di Milano, inchieste condotte dalla Procura della Repubblica di Monza.

Per il momento mi fermo qui. Tornerò a informarvi della vicenda in quanto non ho nulla di cui tacere e per rispetto del principio di trasparenza a cui da sempre sono affezionato. Non posso nascondere che questa vicenda mi toglie serenità, in quanto mette in dubbio la correttezza di atti amministrativi che, in piena condivisione con altri, ho assunto. Ripeto, non si tratta di una vicenda con risvolti penali, bensì amministrativi, nell’esercizio delle funzioni di assessore provinciale. Non solo mi toglie serenità, ma mi amareggia, in quanto, nei tanti anni di amministratore pubblico (prima sindaco di Melegnano poi assessore provinciale), ho sempre dato il mio massimo impegno (e chi mi conosce lo sa), ho dovuto trascurare il mio lavoro (pagandone ora le conseguenze) e ho peggiorato la mia condizione economica (alla faccia della casta). Tutto mi sarei aspettato meno che questa vicenda, che ha il sapore della beffa.

Pietro Mezzi

29 aprile 2013

Permalink

0

MELEGNANO / Si dimette l’assessore al Bilancio

FIERA DEL PERDONOE’ di oggi (17 aprile) la notizia delle dimissioni dell’assessore al Bilancio del Comune, Lanzani. Motivi personali, è la dichiarzione ufficiale. In realtà, è la prima vittima della vicenda che va sotto il nome di “sforamento del Patto di Stabilità del 2012″. Una vicenda di pessima amministrazione da parte della destra al governo della città. In altre parole, la giunta non ha rispettato i vincoli del Patto di Stabilità imposti dalla legge. Ecco, quindi, lo sforamento, del valore di 1 milione e 42 mila euro. Una cifra enorme per il nostro Comune, che ha un bilancio di poco più di 22 milioni di euro (di cui 12 di spesa corrente). Una vicenda che dimostra ancora una volta l’incapacità di governare dell’amministrazione Bellomo. Una vicenda che avrà pesanti riflessi sul bilancio del 2013, che oltre ai tagli del governo agli enti locali, partirà da meno 1 milione e 42 mila euro. Una cifra che vorrà dire: aumento delle tasse ai cittadini, tariffe dei servizi più alte e tagli pesanti ai servizi comunali. Di fronte a questi numeri e alla puntuale e severa critica dei gruppi consiliari di centrosinistra (Sel, Pd e Centrosinistra Melegnano) cominciano a saltare le prime teste. Quella dell’assessore al Bilancio (l’assessore meno loquace e meno capace della storia del nostro Comue) è la prima. Ma non finirà qui. Sta ora ai gruppi consiliari e ai partiti del centrosinistra spiegare ai cittadini cosa implica lo sforamento del Patto e quali conseguenze avrà sui cittadini di Melegnano. Sta a noi, che siamo in consiglio comunale su mandato degli elettori, scoperchiare il mal governo della destra di Bellomo. E le sorprese non mancheranno. Ma procederemo un passo alla volta. Domani sera intanto ne discuteremo ancora in consiglio comunale, mentre domenica, davanti al Comune, ci vediamo (dalle 9 alle 12) per un presidio di protesta per incontrare i cittadini. La battaglia continua.

Pietro Mezzi (consigliere comunale)