permalink

0

Piano ex Enel: perché non piace

Questi sono i motivi per cui il Piano integrato di intervento (PII) dell’ex Enel non incontra il consenso della minoranza in consiglio comunale. 1) E’ mancato il metodo: l’amministrazione comunale, da un anno a questa parte, non ha ritenuto doveroso e opportuno confrontarsi con i cittadini e con gli abitanti della zona, nonostante il PII sia una variante al PRG (Piano regolatore generale) vigente; 2) si privilegia lo strumento del PII e non il PGT (Piano di governo del territorio) ancora fermo, che dovrebbe essere lo strumento principe di governo del territorio; 3) la volumetria è eccessiva: lo dimostra l’indice urbanistico calcolato (3,9 mc/mq), di molto superiore a quelli fissati dal Prg vigente per le zone B di Completamento (1,5 e 3,0 mc/mq); 4) le altezze degli edifici in progetto sono eccessive: 6 piani fuori terra, contro i 4 piani massimi ammessi sempre dal Prg vigente; 5) lo standard ceduto al Comune è esiguo, mentre è eccessiva la sua monetizzazione (circa il 60% del totale dovuto), il che vuol dire meno aree verdi pubbliche; 6) si urbanizza il corridoio inedificato tra le vie San Francesco e Pio IV°, eliminando gli orti urbani esistenti, 7) non si punta a riqualificare la Roggia Spazzola, sia come corso d’acqua sia come rifacimento della copertura; 8) non si recuperano posti auto pubblici lungo via Lazio, già di proprietà del Comune; 9) l’impatto paesaggistico-ambientale dei due edifici è notevole, soprattutto nei confronti degli edifici esistenti di via Pio IV° e 23 Marzo; 10) si vuole escludere il PII dalla VAS (Valutazione ambientale strategica), che imporrebbe al Comune di consultare i cittadini.

Lascia un commento

Required fields are marked *.