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Il traffico a Melegnano. Intervista di Pietro Mezzi a Il Cittadino

Caos traffico a Melegnano: davvero le opere connesse alla Tem risolveranno tutti i problemi?

Credo di sì, in quanto sono opere la cui realizzazione viene chiesta da anni alle varie amministrazioni. Parlo del collegamento a nord, tra le provinciali Cerca e Binasca, e della variante all’attuale Santangiolina, a ovest della città. Quelle sono opere che servono a risolvere i problemi del traffico locale. La questione vera riguarda la mancanza delle risorse finanziarie per realizzare la tangenziale est esterna e, conseguentemente, la viabilità ad essa connessa.

Nuovo Piano urbano del traffico: qual è il punto forte del vostro progetto?

Prima di tutto bisognerebbe chiedere all’amministrazione uscente dov’è finito il Piano urbano del traffico per la cui redazione sono stati impegnati 70 mila euro. E cosa ha impedito la presentazione al Consiglio e alla città del nuovo Put. Se vinceremo il confronto elettorale metteremo mano al nuovo Piano, partendo dal lavoro svolto nell’ultimo anno e tenendo conto del Piano vigente, quello del 1998, che si basa sulla moderazione del traffico e sulla sicurezza stradale.

Pensate alla chiusura al traffico del centro città in determinate ore della giornata?

Credo sia possibile limitare la circolazione in alcune ore della giornata e in alcuni giorni della settimana. La sera, per esempio, quando Melegnano accoglie centinaia di auto di giovani, c’è bisogno di maggior sicurezza per i pedoni e la chiusura di alcune strade centrali può servire allo scopo. La domenica pomeriggio, invece, si può limitare il traffico in centro per garantire il passeggio delle famiglie e dei bambini.

Le telecamere ai quattro varchi del centro storico: serviranno solo per la zona a traffico limitato del mercato?

Bella domanda. Anche qui bisognerebbe chiederlo alle “teste d’uovo” dell’amministrazione comunale uscente, perché l’installazione delle telecamere è avvenuta senza alcuna discussione pubblica. E per di più al di fuori del Piano urbano del traffico. Insomma, si è trattato di un fuor d’opera della giunta Bellomo. Un’operazione costata, mi risulta, 100 mila euro. Un’iniziativa che “irrigidisce” la zona a traffico limitato e che rende difficile una sua eventuale modifica di perimetro.

Quali sono le vostre proposte in materia di mobilità dolce?

Vale quanto detto prima per il piano urbano del traffico: sicurezza dei pedoni, moderazione del traffico, limitazione del traffico veicolare in alcune ore e in alcuni giorni della settimana, convivenza pacifica tra auto, pedoni e ciclisti, “zone 30”. Per le biciclette ho parlato di rivoluzione delle due ruote, con percorsi ciclabili interni alla città e di connessione con le piste ciclabili degli altri Comuni vicini. E poi servizi, come la realizzazione della bici-stazione.

Come combatterete l’inquinamernto atmosferico?

Con il controllo sulle caldaie nella stagione del riscaldamento e con interventi di limitazione del traffico veicolare privato, scoraggiando l’uso del mezzo privato quando la salute è a rischio, in collegamento alla “cabina di regia” provinciale. Inoltre, con un monitoraggio dell’inquinamento atmosferico sulle strade extraurbane e urbane.

Le vostre politiche per rafforzare il trasporto pubblico

Occorre far conoscere il servizio ferroviario metropolitano, la  linea S1, che ci collega a Milano in 20 minuti. Oggi questa opportunità è ancora poco conosciuta. Poi, con la nuova legge regionale di riforma del trasporto pubblico locale e con la creazione delle Agenzie di bacino si aprono delle possibilità di ristrutturare il trasporto pubblico su gomma, oggi insufficiente.

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