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Un Piano di governo del territorio sbagliato e pericoloso. Da rifare

Lettera ai residenti delle vie Togliatti, Don Minzoni, Brodolini, per Carpiano, Repubblica

Il varo del Piano di governo del territorio (Pgt) di Melegnano ha animato il dibattito politico e cittadino dell’ultimo anno e mezzo. Il Piano, approvato il 19 gennaio scorso, è entrato in vigore il 14 marzo. Com’è noto, il principale contenuto del Pgt riguarda la trasformazione delle aree, oggi prevalentemente agricole, della zona Ovest: quelle comprese tra il tracciato dell’Alta velocità ferroviaria, l’autostrada del Sole e le provinciali per Binasco a nord e Landriano a sud. Tale trasformazione rappresenta, per quantità in gioco e per funzioni proposte, il “cuore” del Piano stesso.

Il Pgt suddivide l’ambito di trasformazione (denominato AT ex Cascina Bertarella/San Carlo) in quattro differenti comparti (A, B1, B2 e C). Si tratta infatti di 400.000 mq. di superficie territoriale interessata e di 155.000 mq. di superficie lorda di pavimento da realizzare. Per quanto riguarda invece le funzioni da insediare, il Pgt prevede usi produttivi, terziari e commerciali (tra cui 2.500 mq. di superficie di vendita).

Al di là dei tecnicismi, il Pgt prevede di realizzare prevalentemente capannoni industriali (logistica), un centro commerciale e un po’ di terziario. L’area a sud (comparto C), di proprietà della società San Carlo, dovrebbe ospitare un impianto produttivo industriale.

Alcune considerazioni. La prima valutazione riguarda le funzioni che il Pgt prevede di insediare. Da un lato si tratta di funzioni senza qualità come la logistica, già ampiamente presente nel sud Milano; dall’altro le previsioni in ambito commerciale – un centro commerciale di medie dimensioni – rischiano di mettere in ginocchio l’economia di Melegnano, basata in particolare sul commercio di vicinato e già in difficoltà a causa della crisi economica. Le quantità in gioco, inoltre, sono notevoli: il 10% circa del totale del territorio comunale.

Le proposte su Pgt, ex Bertarella e San Carlo. Nei mesi scorsi, in Consiglio comunale e fuori dal Consiglio, le minoranze di centrosinistra hanno proposto per il Pgt una “cura dimagrante” in termini di abitanti da insediare, di volumetrie da realizzare e di contenimento del consumo di suolo. In sintesi, le opposizioni di centrosinistra hanno chiesto la cancellazione delle previsioni di trasformazione sulle aree dell’ex Cascina Bertarella e il contenimento di quelle per il comparto della società San Carlo. L’azzeramento delle previsioni sulle aree dell’ex Cascina Bertarella si giustifica anche con il carattere bulimico del Piano di governo del territorio: in cinque anni, periodo di validità del Pgt, l’amministrazione comunale ha inteso mettere in gioco tutte le possibilità edificatorie del nostro Comune, sia a Ovest che a Est. Un errore strategico, soprattutto in tempi di crisi, in cui le scelte dovrebbero essere orientate alla prudenza e al risparmio del suolo e delle risorse naturali.

Per quanto concerne invece l’area di proprietà della società San Carlo l’opposizione di centrosinistra ha proposto una riduzione delle superfici (da 65.000 a 30.000 mq. di superficie lorda di pavimento), con la prescrizione di realizzare un impianto senza emissioni di CO2 in atmosfera, autonomo dal punto di vista energetico e che sorgesse sulle fondazioni dell’impianto non realizzato negli anni ‘60 per minimizzare il consumo di suolo. Abbiamo anche proposto che gli impegni della San Carlo venissero esplicitati attraverso un accordo pubblico con il Comune, ciò per garantire la comunità locale circa le reali volontà della società alimentare.

Il programma elettorale e il mio impegno. Per quanto riguarda il Pgt e la trasformazione urbanistica della zona Ovest, il programma elettorale della coalizione che sostiene la mia candidatura così recita: “Tra le prime cose cui la nuova amministrazione dovrà mettere mano vi sarà la revisione del Piano di governo del territorio da poco approvato. La nuova amministrazione dovrà mettere subito in campo una variante al Pgt e, qualora avviato, bloccare l’accordo di programma relativo alla zona Ovest e le altre procedure attuative avviate (Suap).

Il nuovo Pgt dovrà prevedere una drastica riduzione delle trasformazioni in gioco, delle volumetrie e del numero di abitanti da insediare…

In estrema sintesi, il programma elettorale con cui mi presento al voto sostiene:

1) il rifacimento del Pgt vigente (in linguaggio tecnico si tratta di una variante al Piano);

2) lo stop all’Accordo di programma chiesto dalla Provincia di Milano;

3) il blocco dello Sportello unico delle attività produttive (Suap; una procedura di legge che è stata avviata due anni fa, sospesa prima dell’adozione del Pgt e riavviata pochi giorni orsono da una delle società proprietarie delle aree dell’ex cascina Bertarella);

4) l’apertura di un confronto con la cittadinanza e con gli abitanti della zona Ovest per mettere a punto il nuovo Piano di governo del territorio.

Questi sono i punti del programma su cui intendo impegnarmi, con voi e con tutti i melegnanesi.

 Sono a vostra disposizione per ogni ulteriore informazione.

Con i migliori saluti. 

Pietro Mezzi

Candidato Sindaco al ballottaggio del20 e 21 maggio

 

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