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Città metropolitana: costruire un percorso dal basso con l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio metropolitano

Il destino delle Province è segnato: il governo ha optato per un drastico taglio che cancellerà quelle con meno di 350 mila abitanti e una superficie inferiore a tre milioni di mq. Desta perplessità l’assenza di precisazioni sulle funzioni che resteranno alle Province e la mancanza di una definizione puntuale delle competenze di area vasta. E ancora maggiore stupore suscita la decisione di interrompere la vita di un ente (prevista per il 31 dicembre 2013) eletto dai cittadini e che deve – costituzionalmente – portare a termine il suo mandato.
Ma il decreto governativo definisce anche le modalità per l’istituzione delle dieci città metropolitane. Un passo avanti dopo decenni di dibattito sterile e un fatto di grande importanza politica, amministrativa e culturale, che può permettere la definizione di un orizzonte molto interessante per il nostro paese. Ma questi nuovi enti dovranno entrare in vigore dal 1° gennaio 2014 e non saranno espressione dell’elezione diretta dei cittadini, bensì designati dai sindaci e dai consiglieri dei comuni che la comporranno. Questa impostazione contraddice il significato stesso della città metropolitana. Un ente che deve rappresentare appieno le esigenze di una vasta platea di cittadini e articolare gli interventi di grande respiro strategico e che deve quindi avere una forte legittimità, che solo un’elezione diretta può conferire.
Il percorso avviato dal Comune e dalla Provincia di Milano, attraverso la costituzione del comitato promotore per la città metropolitana, disegna una serie di tappe che hanno significato in quanto capaci di coinvolgere i cittadini nella declinazione di un nuovo modo di amministrare. Che porta con sé anche la definizione di nuove realtà gestionali locali per Milano, attribuendo alle zone amministrative poteri effettivi di governo per alcune tematiche di immediata analisi e risoluzione.
Questa delle città metropolitane è un’occasione che va colta e non svilita con decisioni frettolose. Valorizziamo il percorso di costruzione dal basso, con il confronto e l’ascolto delle popolazioni coinvolte e con l’unica conclusione logica: l’elezione diretta del consiglio e del sindaco metropolitano.

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