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Provincia di Milano: l’assessore al Territorio prende in giro sindaci e istituzioni. È inadeguato. Si faccia da parte

Sulla vicenda del Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) e dei vincoli sulle aree agricole si sta consumando una farsa insopportabile orchestrata dalla Giunta provinciale e in particolare dall’assessore al Territorio, Fabio Altitonante. Ma per capire bene questa complessa vicenda è necessario seguirne lo svolgimento.
Il 19 gennaio scorso la Conferenza dei sindaci della provincia ha dato il via libera al Ptcp subordinandolo alla presentazione, da parte della giunta provinciale, di una proposta integrativa che contenesse l’individuazione degli ambiti agricoli strategici. Infatti, nel Piano licenziato dalla Giunta, questa individuazione non era contenuta. Se fosse stata prevista avrebbe significato la tutela di milioni di metri quadrati di aree agricole del territorio provinciale, in quanto, per legge, su tali aree non sarebbero state possibili le trasformazioni urbanistiche dei Piani di governo del territorio (Pgt) e neppure la perequazione urbanistica.
Il 7 giugno scorso il Ptcp è stato adottato dal Consiglio provinciale, accompagnato però da un ordine del giorno bypartisan – votato da tutti i gruppi consiliari – che impegnava la Giunta a produrre, tra l’adozione del Piano e le osservazioni allo stesso, una proposta che contenesse l’individuazione degli ambiti agricoli richiesta.
Il 6 settembre, in occasione della prima Commissione consiliare dopo la pausa estiva, ecco materializzarsi la beffa. Nell’annunciare che tale proposta sarebbe stata pronta entro la fine del mese, l’assessore ha aggiunto che si sarebbe trattato di un documento privo di valore prescrittivo e vincolante: una semplice affermazione di principio, insomma.
Una beffa bella e buona. Ai danni dei sindaci e dell’intero Consiglio provinciale. Sarebbe bastato che a giugno, in sede di discussione del Piano, si fosse accettato l’emendamento che avevo proposto e che avrebbe sanato questo vuoto. Un emendamento semplice semplice, che in due righe reimmetteva gli ambiti agricoli strategici nella proposta di Ptcp. Un emendamento che però è stato respinto, ottenendo solo le adesioni dei consiglieri dell’Italia dei Valori e della Federazione della Sinistra.
Chiedersi perché non siano state fatte scelte così semplici e chiare è quasi superfluo. La Giunta provinciale e l’assessore Altitonante non avevano nessuna intenzione di accogliere quelle richieste, non intendevano in alcun modo inserire nel Ptcp l’individuazione degli ambiti agricoli per non porre limiti alle varie espansioni e, soprattutto, per procedere in prospettiva alla manomissione del Parco Sud Milano.
Uno spettacolo davvero indecente perché, oltre alle scelte scellerate sul piano della salvaguardia del territorio, il comportamento assume contorni di scorrettezza e di disprezzo istituzionale intollerabili. Chi si comporta così non può rappresentare i cittadini e quindi l’assessore al Territorio Fabio Altitonante ha una sola cosa da fare e subito: rimettere nelle mani di Podestà una delega così importante.
A questo punto, per chi crede veramente nella tutela delle aree agricole dei parchi regionali non resta che imporre un nuovo percorso: ritornare in Consiglio con una delibera di revoca del provvedimento del 7 giugno, riadottare il Piano, ripubblicarlo come prevede la legge, sottoporlo alle osservazioni e, alla fine, approvarlo. Questa volta con gli ambiti agricoli in tutte le aree agricole dei cinque parchi regionali. Ma qualcuno, nel frattempo, deve farsi da parte.

Pietro Mezzi  – Consigliere provinciale di Sinistra Ecologia Libertà

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