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L’Outlet di Locate Triulzi. Una scelta sbagliata. Per il territorio e per il commercio

E’ di qualche giorno fa (22 ottobre) la notizia dell’approvazione, da parte del consiglio Direttivo del Parco agricolo sud milano (Pasm), di due delibere relative alla realizzazione di un outlet commerciale nel comune di Locate di Triulzi: una struttura commerciale di grandi dimensioni che si svilupperà su un’area di oltre 300 mila mq. Stiamo parlando della realizzazione di una grande struttura di vendita, su di un’area dismessa nel comune di Locate. L’area è quella dell’ex Saiwa-Granarolo, tra i comuni di Locate e Opera e ha una superficie di 305 mila mq., di cui 172 mila mq. fuori dal Parco e 133 mila mq. all’interno del Parco. La superficie lorda di vendita è di oltre 35 mila mq. (fuori dal Parco), mentre quella commerciale è di oltre 43 mila mq. Le sistemazioni a verde riguarderanno oltre 27 mila mq. L’operazione di realizzazione dell’outlet va sotto il nome “Polo dei distretti produttivi” e prevede le seguenti funzioni: “Cittadella della moda” (un centinaio di piccoli negozi), la “Bottega delle Fabbriche” (botteghe di media dimensione specializzate in prodotti per casa, arredamento, high-tech) e, sulle aree ricomprese nel Parco, opere di compensazione con cessione in proprietà al parco stesso di 133 mila mq. Il progetto prevede poi la realizzazione di interventi sul sistema della viabilità locale (rotatorie, ampliamento di strade esistenti) e statale (un nuovo svincolo tra la provinciale e la statale Val Tidone) per consentire l’accessibilità al nuovo insediamento. L’operatore (Locate District) verserà 1 milione di euro al Parco Sud per finanziare progetti di valorizzazione ambientale.

L’iter dell’operazione, per la verità, è iniziato tempo fa, con un’iniziativa da parte del comune di Locate, ma è stato il parere del Consiglio Direttivo del Parco a fare nuovamente clamore. Perché quando si parla di accordi di programma e di Parco Sud subito la memoria corre ai recenti casi dei comuni di Rosate e di Vignate, per non parlare di quello di alcuni anni fa del Cerba, nella periferia sud di Milano. Casi che hanno fatto molto discutere e tanto arrabbiare i sostenitori del Parco. L’operazione formalmente nasce il 1° febbraio del 2010 con la richiesta, avanzata dal comune di Locate (giunta di centrosinistra, con un sindaco Pd), dell’avvio della procedura di accordo di programma (AdP). Il 20 ottobre dello stesso anno la Regione dà il suo assenso alla procedura di AdP; idem fa la Provincia il 12 aprile del 2011. Il 14 ottobre dello scorso anno la Regione attiva la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) prevista per questo tipo di opere e il 12 dicembre di un anno fa si tiene la prima Conferenza dei servizi (CdS), alla quale ne segue una seconda il 23 aprile di quest’anno dopo l’introduzione, da parte dell’operatore, delle modifiche chieste da Regione, Provincia e Parco. Il 16 maggio sempre di quest’anno il Parco Sud dà il suo parere e propone alcune modifiche al progetto. Nel luglio scorso l’operatore chiede la sospensione dei termini della procedura di Via e il 25 settembre scorso, sulla base delle modifiche, si tiene l’ultima Conferenza dei servizi, cui fa seguito il secondo e definitivo parere del Direttivo del Parco su Via e viabilità di servizio all’insediamento.
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Il nuovo insediamento commerciale di Locate, a mio avviso, è un errore dal punto di vista della pianificazione commerciale perché una funzione commerciale di quelle dimensioni e con quei contenuti metterà in ginocchio il commercio di vicinato di Locate e di Opera, già colpito dalla crisi economica. Perché di un altro outlet non se ne avvertiva il bisogno, specie nella fase economica che sta vivendo il Paese. Perché una delle funzioni commerciali previste dal nuovo insediamento (arredo, casa e high-tech) confligge con altre importanti funzioni esistenti a pochissimi chilometri di distanza (Ikea di San Giuliano Milanese e di Corsico-Trezzano e il nuovo centro commerciale sempre di San Giuliano Milanese). Infine, la localizzazione dell ‘outlet è sbagliata anche dal punto di viabilistico. Di solito, tali strutture vengono realizzate a ridosso della rete autostradale o tangenziale esistente, non a distanza da queste. Tale localizzazione inevitabilmente avrà conseguenze sul sistema della viabilità locale, in particolare quella compresa tra i comuni di Locate e di Opera.
E’ un errore dal punto di vista della pianificazione territoriale in quanto il Parco Sud “viene chiamato in soccorso” a un’operazione urbanistica che altrimenti non avrebbe retto dal punto di vista urbanistico. Le aree del Parco Sud, confinanti con quelle dismesse dell’ex Saiwa-Granarolo, vengono ricomprese nell’Acccordo di programma solo per un’esigenza urbanistica, non certo per necessità di tipo ambientale o legate alle esigenze del Pasm. In altre parole, il Parco viene “usato” per far tornare i conti dell’operazione urbanistica, che altrimenti non tornerebbero. In altri termini ancora, l’operazione di rifunzionalizzazione dell’area dismessa dell’ex Saiwa avrebbe potuto essere attuata con un’operazione urbanistica di minori dimensioni e con altre funzioni, differenti da quelle proposte nell’AdP, senza coinvolgere le aree del Parco.
Ecco quindi spiegati i motivi della mia contrarietà al progetto. Chi volesse aprire un confronto con quanto ho finora detto, mi può scrivere a pietro.mezzi@yahoo.it
Pietro Mezzi (Consigliere provinciale) www.pietromezzi.it – 23 novembre 2012

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