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I REGALI DI NATALE DEL SINDACO BELLOMO

DA GENNAIO SOPPRESSO IL BUS COMUNALE – Nell’ultimo consiglio comunale del 2012, la maggioranza di destra che sostiene il sindaco Bellomo ha votato la soppressione, a partire da gennaio, del servizio di bus comunale. Il motivo? I costi di esercizio (circa 110 mila euro l’anno). Così, la giunta comunale, dopo avere aumentato le tasse a luglio (con l’incremento dell’addizionale Irpef) e sostenuto che la manovra estiva era necessaria per garantire tutti i servizi esistenti (compreso il bus comunale, quindi), decide ora di tagliare un servizio utile, soprattutto alle persone anziane e non autonome. Un servizio apprezzato, avviato nel 1997 dalla giunta di sinistra da me guidata. Un servizio pensato per dare una risposta alle esigenze di spostamento dei cittadini melegnanesi. Un servizio utile anche ai numerosi utenti del mercato bisettimanale cittadino. Ma il sindaco Bellomo – che in questi anni non ha certo brillato per coraggio e per responsabilità politica – ha accampato motivazioni risibili e prive di fondamento, come la presunta illegittimità degli atti assunti in diciasette anni di funzionamento del servizio di trasporto comunale. Dopo cinque anni alla guida della città e dopo aver rinnovato per cinque volte il servizio alla società che lo gestisce, Bellomo, improvvisamente (proprio quando sta per sopprimere il servizio), accampa motivi che prima di ora nessuno (lui compreso) aveva mai sollevato. Per coprire un taglio doloroso a un servizio utile alla città, inventa scuse che non fanno i conti con la realtà dei fatti lunghi diciassette anni. Tanti quanti sono gli anni in cui il bus comunale ha funzionato al servizio dei cittadini. 

castelloCASTELLO: CHIUSO FINO A MARZO – Il sindaco – che gestisce anche la delega al Personale – si arrampica sui vetri quando afferma che, a causa dell’impossibilità di bandire i concorsi per integrare il personale collocato in pensione, al nostro Comune manca il personale. E giustifica in questo modo un fatto grave che ha portato l’amministrazione di destra a chiudere, per oltre tre mesi, il castello mediceo a causa dello spostamento in biblioteca comunale dell’unico addetto in servizio. Ciò che il sindaco non dice è che l’errore è stato commesso due anni fa, con il bilancio di previsione del 2011, in cui non si prevedeva il rinnovo delle convenzioni, con il ministero, delle due persone del Servizio civile che lavoravano in biblioteca. Un errore politico che, ieri, ha costretto la riduzione del personale in biblioteca e, oggi, ad avere zero dipendenti per l’apertura e la gestione del castello. E così, fino marzo, il monumento simbolo della città rimarrà chiuso. Melegnano – per quanto riguarda la gestione del patrimonio storico e architettonico cittadino – torna indietro di vent’anni. Dopo la chiusura della palazzina Trombini, Bellomo fa il bis con il monumento simbolo della città. Bravo Sindaco!

SUL P.G.T. SILENZIO DI TOMBA – L’attuazione del Piano di Governo del Territorio del Comune di Melegnano, il più devastante della storia urbanistica della città, non potrà essere conosciuto né dai consiglieri né dai cittadini. Infatti, tutto sarà deciso dalla giunta comunale. Lo stabilisce una legge regionale, contraddittoria e sbagliata (che mi auguro il nuovo governo regionale vorrà cambiare…), ma soprattutto lo ribadisce l’avvenuta bocciatura della mozione che ho presentato tempo fa in consiglio comunale e che è stata discussa e votata proprio nell’ultima seduta. La mozione chiedeva al sindaco di portare in commissione consiliare i principali piani attuativi prima dell’adozione in Giunta. Una scelta semplice e di buon senso. La decisione della maggioranza di destra, tra l’altro, contraddice quanto stabilito nel gennaio scorso dallo stesso Pgt comunale: nelle norme tecniche del Piano si dice infatti che la competenza dell’approvazione dei piani attuativi del Pgt spettava al consiglio comunale. Insomma, la stessa maggioranza, a distanza di pochi mesi, si contorce nel pensiero e si contraddice nel voto.  In concreto, cosa comporta il voto dell’altra sera? Con la bocciatura della mozione, ad esempio, nessuno (tranne la Giunta comunale) saprà nulla della prossima trasformazione degli oltre 500 mila mq. di aree nella zona Ovest della città (aree San Carlo e Bertarella). Così cresceranno capannoni senza qualità, logistiche inutili e dannose e un centro commerciale che impoverirà il commercio locale senza che i cittadini e le associazioni possano far sentire la loro voce e le loro idee. Viva la democrazia, viva partecipazione del sindaco Bellomo!

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