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LOMBARDIA / Mobilità, meno automobili più libertà di movimento

di Pietro Mezzi
La Lombardia deve recuperare alcuni importanti ritardi in campo infrastrutturale, in particolare nel campo della mobilità, del settore idrico, delle telecomunicazioni, della manutenzione del territorio montano, della sicurezza idraulica e geologica dei territorio, dell’accumulazione e della connessione elettrica” (congresso di Legambiente Lombardia, Bergamo; ottobre 2011).

Autostrade, serve una cura dimagrante – In campo autostradale occorre rivedere, in base a criteri di priorità e alla luce delle difficoltà finanziarie, alcune delle scelte infrastrutturali programmate (Pedemontana, Tem, Broni-Mortara, Cremona-Mantova…), rimettendone in discussione gli accordi di programma vigenti e puntando alla minimizzazione degli interventi realizzativi, a partire da Pedemontana e Tangenziale est esterna (su questo tema, vedi il post dedicato al tema delle autostrade della Lombardia http://www.pietromezzi.it/2013/01/lombardia-autostrade-serve-una-cura-dimagrante/).
Occorre un Piano dei trasporti – La Lombardia necessita di un Piano dei trasporti con chiari obiettivi di decongestionamento e di utilizzo delle capacità infrastrutturali residue di strade, ferrovie, aeroporti e scali merci. Un piano capace di un’azione di programmazione e di regolazione in tutti i settori, per integrarne le funzioni e minimizzarne i costi di gestione da destinare al miglioramento del trasporto collettivo (autobus e treni) e agli interventi per i centri intermodali e gli scali merci ferroviari. Considerata la palese situazione di conflitto di interessi in cui la Regione è nello stesso tempo ente programmatore, finanziatore e gestore del trasporto ferroviario, occorre dar vita ad una Authority autonoma e indipendente in materia di trasporti e mobilità collettiva o meglio promuovere la fuoriuscita della Regione dal capitale di Trenord, mettendo a gara il servizio ferroviario per lotti funzionali. Per il trasporto ferroviario occorre anche porsi obiettivi quantitativi da raggiungere (in pochi anni si potrebbe arrivare dagli attuali 600 mila a 1 milione di passeggeri).
Trasporti nella Città metropolitana – Per la futura città metropolitana milanese occorre puntare alla pianificazione del sistema del trasporto pubblico a scala metropolitana, realizzare l’integrazione tariffaria, ottimizzare i servizi per Malpensa, mettere in gara i servizi gestiti da Atm. Per consentire il miglioramento della mobilità collettiva occorre utilizzare al meglio la rete esistente, come il Passante ferroviario, potenziare in via prioritaria il Servizio ferroviario metropolitano (SFM) nell’area milanese, integrare il futuro SFM milanese con una solida armatura di servizi diretti e interregionali, velocizzare i servizi ferroviari di media e lunga percorrenza.
Intervenire nel segmento della logistica – La logistica rappresenta un anello fondamentale della competitività delle imprese lombarde. L’attuale situazione (400 milioni di t/a su gomma; 24 milioni su ferro) registra un forte disequilibrio: occorrono scelte di politica trasportistica delle merci che vadano a riequilibrare l’attuale condizione, sfruttando l’occasione offerta dalla realizzazione dei nuovi tunnel svizzeri del Lötschberg e del Gottardo.
Aeroporti, manca un piano strategico – Per quanto riguarda i trasporti aeroportuali i dati relativi alla crescita dell’aeroporto di Bergamo, del sottoutilizzo di quello di Brescia e della proposta di realizzazione della terza pista di Malpensa testimoniano un vuoto di pianificazione e di disegno strategico. La Lombardia si deve pertanto dotare di un piano di sviluppo del sistema aeroportuale, a partire dalla considerazione che i dati attuali del traffico (36 milioni di passeggeri) e della capacità massima (60 milioni) non giustificano gli interventi di ampliamento di Malpensa. Occorre invece concentrare l’attenzione sull’ottimizzazione dei movimenti a terra e in volo, sulla riduzione del rumore, sull’uso dei pontili per evitare eccessive movimentazioni di bus e rullaggi, sull’uso di mezzi elettrici per i movimenti a terra.
Puntare alla mobilità urbana – In questa regione occorre fare una scelta di campo a favore della mobilità urbana, che significa, in relazione ai contesti, puntare sulle forme innovative di trasporto: car-sharing, infrastrutture e servizi per la ciclabilità (bike-sharing, bicistazioni, flotte aziendali…), tariffe unificate, incentivi all’uso dei mezzi pubblici, oltre a coraggiosi provvedimenti di tariffazione dei pedaggi (road pricing), da sperimentare in primo luogo sul sistema delle tangenziali milanesi e della autostrade lombarde, finalizzando i proventi agli investimenti nel trasporto pubblico.
Tra le priorità in materia di mobilità vi è la moderazione del traffico a scala locale, quale strumento per la protezione degli utenti deboli e per la sicurezza stradale, attraverso la messa in campo di strumenti di pianificazione del traffico a scala urbana e la programmazione del sistema regionale della ciclabilità sia legata al turismo sia di connessione agli spostamenti casa-lavoro, casa-scuola. L’utilizzo quotidiano della bicicletta dovrebbe essere oggetto di una grande campagna di sensibilizzazione, rivolta sia ai suoi utenti potenziali, sia agli automobilisti, che ancora troppo spesso non rispettano questa indispensabile modalità di trasporto.
Il trasporto automobilistico privato – In generale, le politiche regionali in materia di mobilità dovrebbero ricondurre l’uso dell’autovettura privata al ruolo di possibile opzione fra i diversi modi di trasporto disponibili all’interno di un sistema integrato.
In questo contesto potenziale, il ruolo del trasporto privato stradale risulterà ancora oggi un elemento importante del sistema di trasporto regionale. Pertanto, occorrerà potenziare e gestire la rete stradale in un contesto di integrazione modale: più che su nuove autostrade e tangenziali per i servizi dei flussi di medio-lunga percorrenza, è opportuno concentrare l’attenzione sugli spostamenti locali, potenziare cioè la rete stradale secondaria. Occorre infine concentrare l’attenzione sul traffico metropolitano e regionale: realizzare strade più adatte al traffico esistente, meglio collocate sul territorio, più mitigate dal punto di vista ambientale, capaci di orientare la mobilità della città diffusa.

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