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LOMBARDIA / Regione amica delle due ruote

di Pietro Mezzi
Favorire l’uso della bicicletta per gli spostamenti quotidiani (casa-lavoro, casa -scuola…) è una chiave decisiva per costruire una mobilità sostenibile, moderna, pulita e, mi viene da dire, anche sensata.
Il mio impegno concreto (di ieri) – Dal 2004 al 2009 sono stato assessore in Provincia di Milano con una delega al Territorio che comprendeva, tra altri aspetti, proprio la responsabilità di promuovere la mobilità ciclistica. In quella stagione ho dato vita al primo Piano strategico delle mobilità ciclistica provinciale attraverso la creazione di MiBici: una rete organica di percorsi ciclabili che permettesse ai cittadini di muoversi su due ruote raggiungendo i luoghi di studio, lavoro e di servizio in modo sicuro. Ho messo in moto la progettualità delle amministrazioni comunali e sostenuto la capacità propositiva delle associazioni degli appassionati e i risultati, in meno i cinque anni, si sono visti, con molti chilometri di piste inaugurati, progettati e avviati a realizzazione (oltre 100) e 15 milioni di euro investiti in quattro anni (che sono diventati 30 se si considerano i cofinanaziamenti dei comuni).
Recuperare il ritardo accumulato – Favorire la mobilità sostenibile – di cui quella ciclistica è una componente essenziale – è una scelta che assieme alle iniziative concrete deve passare anche da una battaglia culturale per recuperare il ritardo che su questo terreno il nostro paese ha accumulato rispetto alle principali esperienze europee. E per favorire la crescita e il confronto su questi temi nel 2007 ho promosso a Milano la prima Conferenza nazionale della Bicicletta: due giorni di approfondimenti e di dibattito che hanno rappresentato un punto importante per la crescita della mobilità ciclistica.
L’appello della Fiab – Ho già avuto modo di pronunciarmi, nelle scorse settimane, sulle proposte che la Federazione Italiana Amici della Bicicletta ha avanzato affinché il prossimo governo della Lombardia si faccia carico dello sviluppo della mobilità su due ruote. La mia è un’adesione convinta a queste proposte che fanno parte della mia storia di amministratore.
Serve un Piano regionale – Una regione Lombardia amica della bicicletta può fare molto e può spostare definitivamente il peso su scelte sostenibili attraverso iniziative di grande efficacia. In particolare la Regione può assumere un ruolo di coordinamento del lavoro delle Province e delle singole città, oltre che della futura città metropolitana e lo può fare attraverso un apposito Ufficio regionale. In questo senso un Piano regionale per la mobilità ciclistica avrebbe un ruolo fondamentale di impulso e di messa in rete di tutto quanto viene fatto localmente. È molto importante avviare una forma di stimolo nei confronti dei comuni della regione affinché approntino sul loro territorio iniziative che favoriscano la circolazione delle due ruote, attraverso interventi di limitazione del traffico e della velocità e soprattutto per incitarli a inserire nei Piani del traffico aspetti specifici legati a questo tipo di mobilità. Senza dimenticare l’obiettivo di creare un effettivo coordinamento tra trasporto pubblico e uso della bicicletta, favorendo l’intermodalità e i servizi che ne rendano agevole l’uso: bicistazioni, parcheggi coperti, bike sharing.
Il mio impegno concreto (di domani) – La scelta delle due ruote per gli spostamenti abituali sta conquistando un numero sempre crescente di persone. Serve una forte spinta da parte delle istituzioni per fare quel salto di qualità che può fare della Lombardia una regione all’altezza delle sfide moderne e civili.

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