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SERRAVALLE-CORTE DEI CONTI / Tocca a me spiegare

 Giorni fa, su diversi quotidiani nazionali e locali, è stata pubblicata la notizia dell’iniziativa intrapresa dalla Corte dei Conti sulla vicenda dell’acquisto del 15% delle azioni della società Milano-Serravalle, da parte della società Asam (holding finanziaria della Provincia di Milano). I fatti risalgono a otto anni fa, alla fine del luglio del 2005. L’iniziativa della Corte mi coinvolge, in quanto all’epoca ricoprivo la carica di assessore al Territorio della Provincia di Milano, all’interno della giunta di centrosinistra che ha amministrato l’ente provinciale dal 2004 al 2009. La Corte dei Conti – che è un organo dello Stato con funzioni di controllo in materia di entrate e spese pubbliche – si era attivata sulla base di un esposto del 2005 dell’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini. La Corte ha mosso rilievi su tale acquisto, ipotizzando un danno all’erario pubblico: un danno che avrebbe – sempre secondo l’organo di controllo statale – dimensioni consistenti. La stessa Corte dei Conti chiede ora alle persone interessate (il presidente della Provincia, gli otto assessori provinciali presenti alla seduta della giunta provinciale del 29 luglio 2005, il segretario generale e il direttore generale) di controdedurre, producendo una memoria difensiva (cosa che conto di fare nei prossimi giorni, assistito da un avvocato esperto in materia). In attesa di tale memoria, sento l’obbligo (e il dovere) di mettervi al corrente di quanto accaduto, di fornirvi alcune informazioni di contesto e di compiere alcune mie prime valutazioni, rimandando a un successivo momento la valutazione tecnico-giuridica d’obbligo. In questa mia prima breve memoria, per chiarezza, procederò per punti. 1) La Corte dei Conti (CdC) è una magistratura amministrativa: non è un organo di magistratura penale. Quindi, la vicenda che, a detta della CdC mi vede coinvolto ha risvolti esclusivamente amministrativi. 2) L’iniziativa della CdC non è conclusa: non si tratta cioé di un provvedimento definitivo, di una sentenza, ma per giungere a tale atto serve acquisire le memorie difensive degli interessati, compresa la mia, che dovrò produrre entro 45 giorni dalla notifica. 3) La vicenda è complessa e riguarda l’approvazione di una delibera della giunta provinciale del 29 luglio del 2005. La delibera impegnava il 38% delle azioni della società autostradale Milano-Serravalle a garanzia del prestito bancario di Bancaintesa per l’acquisto, da parte di Asam, del 15% delle azioni dal Gruppo Gavio (società che opera anche nel settore delle concessioni autostradali). 4) L’acquisto del 15% delle azioni della società autostradale Milano-Serravalle è avvenuta da parte del consiglio di amministrazione della società Asam, società controllata dalla Provincia di Milano e holding finanziaria della stessa. 5) Ciò che la CdC contesta agli allora amministratori e dirigenti della Provincia di Milano è l’alto costo dell’operazione, frutto di una sopra valutazione del valore delle azioni della società autostradale Milano-Serravalle. 6) Va detto che per giungere alla valutazione del prezzo di acquisto delle azioni del Gruppo Gavio da parte della Provincia di Milano, a suo tempo, si è proceduto alla stima di tale valore da parte di una società specializzata (advisor; studio Vitale & Associati), che ha definito il valore di riferimento della singola azione della Milano-Serravalle. 7) L’acquisto del 15% delle azioni del Gruppo Gavio ha comportato l’accensione di un mutuo ventennale con BancaIntesa, del valore complessivo di 238 milioni. 8) In questo modo, la Provincia di Milano, attraverso la sua controllata Asam, possedeva il 53% delle azioni della Milano-Serravalle, diventando socio di maggioranza assoluta. 9) Così facendo, la Provincia di Milano aveva messo fine al rischio di scalata della società autostradale da parte dello stesso gruppo privato (Gavio), scalata tentata per diversi anni all’epoca dell’amministrazione provinciale Colli. Di tale tentativo sono personale testimone e ne testimoniano pure le cronache politiche del periodo 1999-2004 e le cronache giudiziarie (che hanno riguardato un ex assessore della giunta Colli). Di tale tentativo di scalata sono stato oppositore, così come le forze del centro sinistra, per tutto il periodo del mandato provinciale, dal 1999 al 2004. 10) Sul piano strettamente politico, l’operazione di acquisizione è stata pienamente condivisa da tutta la maggioranza di centrosinistra di allora (2004-2009), vale a dire da Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Verdi, Italia dei Valori, Udeur. Tant’è, che chiamati a controdedurre alle argomentazioni della CdC sono gli amministratori appartenenti allora a tali partiti. 11) Sulla vicenda dell’acqusito delle azioni Serravalle fu anche prodotta una perizia da parte della Procura della Repubblica di Milano, chiamata in causa da un secondo esposto del sindaco Albertini. La perizia della Procura di Milano (ordinata dal pm Alfredo Robledo, redatta dai professori Gabriele Villa e Mario Cattaneo, conclusasi nel dicembre del 2006 e resa pubbica nel luglio del 2011), concluse affermando che il prezzo di acquisto fu definito “congruo” e che quindi non vi era estremi di reato e – ne deduco – non era stato prodotto un danno all’erario pubblico. Una conclusione confermata nel settembre del 2011 anche dall’ex procuratore della Corte dei Conti, Spadaro. 12) La Corte dei Conti, per giungere alle valutazioni espresse giorni fa, in cui chiede alle persone interessate di “dedurre”, si è avvalsa di un’ulteriore perizia prodotta da altri esperti in materia (perizia che allo stato non conosco). 13) Credo sia difficile affermare, come afferma la CdC, che si è trattato di un’operazione donnosa per l’erario ubblico, in quanto la società, dal 2005 in poi, ha avuto una valorizzazione, in termini di capitale, di investimenti e di dividendi. E se oggi la Provincia di Milano può, come ha in corso, procedere alla vendità dell’intero valore della società per risollevare i bilanci dell’ente, impoveriti dalla crisi economica e dai tagli agli enti locali, forse lo deve proprio a quell’operazione di acquisizione che la CdC contesta. 14) L’operazione di acquisizione del 15% delle azioni di Serravalle da parte della Provincia è stata realizzata e conclusa nel luglio 2005, molto tempo prima del manifestarsi della crisi economico-finanziaria italiana, europea e mondiale. Tale operazione, a causa della crisi economica e finanziaria degli enti locali, sarebbe impossibile da realizzare al giorno d’oggi. 15) L’operazione di acquisizione di cui si parla, non ha nulla a che vedere con i filoni di inchiesta in cui è coinvolto l’ex presidente della Provincia di Milano, inchieste condotte dalla Procura della Repubblica di Monza.

Per il momento mi fermo qui. Tornerò a informarvi della vicenda in quanto non ho nulla di cui tacere e per rispetto del principio di trasparenza a cui da sempre sono affezionato. Non posso nascondere che questa vicenda mi toglie serenità, in quanto mette in dubbio la correttezza di atti amministrativi che, in piena condivisione con altri, ho assunto. Ripeto, non si tratta di una vicenda con risvolti penali, bensì amministrativi, nell’esercizio delle funzioni di assessore provinciale. Non solo mi toglie serenità, ma mi amareggia, in quanto, nei tanti anni di amministratore pubblico (prima sindaco di Melegnano poi assessore provinciale), ho sempre dato il mio massimo impegno (e chi mi conosce lo sa), ho dovuto trascurare il mio lavoro (pagandone ora le conseguenze) e ho peggiorato la mia condizione economica (alla faccia della casta). Tutto mi sarei aspettato meno che questa vicenda, che ha il sapore della beffa.

Pietro Mezzi

29 aprile 2013

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