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MELEGNANO / Un nuovo caso di inquinamento. Questa volta è la Tamini. Un’importante fabbrica che sta per essere venduta agli inglesi

MELEGNANO / La notizia è di qualche tempo fa, ma solo grazie all’iniziativa di SEL in consiglio comunale e in città è diventata di dominio pubblico. Si tratta dell’ennesimo caso di inquinamento ambientale a Melegnano, questa volta ad opera della società Tamini, un’importante azienda che costruisce e vende trasformatori elettrici per le centrali di tutto il mondo. Un inquinamento che riguarda il terreno sottostante la fabbrica e la falda sospesa. Arpa, Asl, Provincia e Comune sono intervenuti tempestivamente, dopo che la stessa azienda aveva informato le autorità competenti. Idrocarburi, Arsenico, Pcb e Tetracloroetilene sono le sostanze inquinanti i cui valori superano i limiti massimi ammessi per legge. Si tratta di sostenze nocive, tossiche e cancerogene.
Sinistra Ecologia Libertà ha chiesto la convocazione di un commissione consiliare apposita e nella giornata di ieri ho depositato un’interrogazione urgente alla Provincia di Milano per capire il livello di inquinamento esistente.
La società ha già prodotto un piano di caratterizzazione, in fase di esame da parte delle autorità sanitarie e ambientali.
Ma al di là del pronto intervento, ciò che si vuole capire (e che si fatica ancora a capire) è il livello di inquinamento esistente e la pericolosità dello stesso.
Strettamente collegato al tema ambientale, c’è pure la vicenda lavorativa e occupazionale. Il caso di inquinamento ambientale è stato appurato a seguito di una perizia valutativa dell’azienda e dei suoi terreni. Tamini infatti intende vendere lo stabilimento di Melegnano e gli altri siti produttivi (Legnano, Novara, in provincia di Vicenza, in Usa e nel Regno Unito).
E allora sorgono altre domande. Che fine farà la società? Ci saranno ricadute sull’occupazione? Stando alle informazioni della stampa economica e da fonti sindacali, non vi dovrebbero essere problemi per la continuità produttiva. Un fondo di investimento inglese pare pronto a concludere l’acquisizione dell’intera società. Speriamo che così sia e che la produzione possa continuare.
Un’ultima domanda. Ma perché il sindaco, massima autorità sanitaria, non dice nulla?

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