permalink

0

LA CITTA’ METROPOLITANA E LA SFIDA DELLA SOSTENIBILITA’

Il 28 settembre prossimo i sindaci e i consiglieri comunali dei 134 comuni dell’attuale provincia di Milano si recheranno alle urne per eleggere il primo Consiglio metropolitano milanese. Un’assoluta novità istituzionale, che sancisce uno dei primi atti della Città metropolitana: un evento atteso da decenni e che finalmente diventa realtà.
Lo diventa in virtù della legge 56 dell’aprile scorso, meglio nota come legge Delrio, dal nome dell’allora ministro delle Riforme del governo Letta e ora sottosegretario alla Presidenza del governo Renzi.
Una riforma che contiene forti limiti e grandi contraddizioni, ma che innegabilmente sancisce una grande novità istituzionale: la nascita in Italia delle città metropolitane. Dieci nuove realtà, sparse in tutto il Paese, per il governo delle aree metropolitane.
Certo, avremmo voluto una legge diversa, che prevedesse l’elezione diretta degli organi della nuova istituzione (Sindaco e Consiglio metropolitano), un numero di città metropolitane più aderente alla realtà economica e territoriale del nostro Paese (dieci sono francamente troppe…), la possibilità di arrivare in tempi brevi all’elezione diretta del sindaco metropolitano e tante altre cose ancora.
Ma ora siamo di fronte a una legge dello Stato, che non ci convince in pieno, ma che va attuata. E che soprattutto va attuata il meglio possibile.
Di fronte al nulla dei decenni passati e ai contenuti imperfetti della legge 56, personalmente preferisco la seconda soluzione. Anche perché, se volessimo compiere un’analisi costi/benefici, sono convinto che siano più i secondi dei primi. Perché? Perché siamo finalmente di fronte alla possibilità di innovare il governo delle politiche di area vasta. E dopo tanto discutere e tanta attesa, finalmente ci siamo. Finalmente, alla politica e alle istituzioni è data questa possibilità. Una possibilità di offrire le risposte ai problemi che la Provincia non era in grado di offrire. Un’incapacità dipesa dal dualismo tra la città capoluogo e l’ente provinciale; un dualismo da sempre esistito, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni al governo di Milano e della Provincia.
Oggi, con la presenza al massimo livello del sindaco del capoluogo alla guida della Città metropolitana il dualismo, per forza di cose, si annulla, scompare, svanisce. Dal 1° gennaio prossimo, data in cui entrerà ufficialmente in vigore la Città metropolitana, Milano sarà parte integrante di una nuova realtà istituzionale, che dovrà governare al pari degli altri (per ora) 133 comuni dell’attuale provincia. Milano sarà chiamata a condividere le scelte con gli altri Comuni, piccoli o grandi che siano. Non si potrà più sottrarre al confronto, come spesso è avvenuto nel passato. Il “milanocentrismo” tanto detestato dagli altri Comuni, è destinato all’estinzione, non tanto per la buona volontà del futuro sindaco metropolitano, ma per il ruolo che Milano dovrà per forza assumere nelle assemblee degli organi metropolitani: consiglio metropolitano e assemblea metropolitana.
I primi importanti appuntamenti
Primo banco di prova della futura Città metropolitana sarà la redazione e l’approvazione dello Statuto: strumento di principi, ma anche di contenuti, non solo organizzativi. Un esempio. La futura Città metropolitana dovrà a mio avviso assumere, come principio fondativo, quello della partecipazione delle comunità e dei cittadini alle scelte di governo della nuova istituzione. Un tema centrale, che riguarderà gli strumenti da far nascere per favorire la partecipazione dal basso, decentrata, delle diverse aree territoriali che comporranno la futura Città metropolitana. Per ottenere questo obiettivo, servirà un forte lavoro politico di messa a punto di uno strumento che sia di principi e di contenuti.
Secondo importante banco di prova sarà la predisposizione del Piano strategico triennale territoriale, uno strumento del tutto nuovo, previsto dalla legge Delrio. Con il Piano strategico verranno definite le future politiche di governo della Città metropolitana. Se siamo convinti che la futura Città metropolitana si debba fondare nei principi della partecipazione, della trasparenza, dell’innovazione, della modernità, dell’inclusione, dell’equità e della tutela dei beni comuni, ecco che la redazione di questo nuovo strumento di governo diventerà centrale nella proposta politica. Sarà lì, attraverso la redazione di quello strumento, che si potrà immaginare e concretamente realizzare un’area metropolitana milanese capace di inserirsi e competere con le principali aree metropolitane europee, di favorire l’innovazione del suo apparato economico e produttivo, di puntare con decisione e convinzione sulla sostenibilità ambientale e sulla difesa dei beni comuni, di attrezzare l’area metropolitana milanese alle sfide che i mutamenti climatici impongono.
Ecco che quindi è importante esserci. Con convinzione, sapendo che è nelle grandi città e nelle relative aree metropolitane che si può giocare e vincere la grande sfida del futuro, che si chiama sostenibilità. Una sostenibilità – economica, sociale e ambientale – della più importante area metropolitana d’Italia.

Lascia un commento

Required fields are marked *.