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CITTA’ METROPOLITANA: FINE DEL MILANOCENTRISMO?

Nel mio precedente post, ho sottolineato come, in materia di città metropolitana, di fronte al nulla di fatto dei decenni passati (è dal 1990 che si prevede l’istituzione della città metropolitana) era (ed è) preferibile una legge imperfetta e tanti limiti, come lo è la 56 dell’aprile scorso.

Sostengo questa tesi in quanto, volendo anche fare un’analisi costi/benefici dei contenuti delle nuova normativa, mi convinco sempre più che siano più i secondi dei primi. Perché? Perché siamo finalmente di fronte alla concreta possibilità di innovare il governo delle politiche di area vasta, di cui tanto si è discusso in Italia, ma poco si è fatto.

Finalmente, alla politica e alle istituzioni è data questa possibilità. La possibilità cioè di offrire quelle risposte ai problemi che la Provincia non era in grado di offrire. Non tanto per incapacità, ma a causa del dualismo esistente tra Comune e Provincia di Milano. Un dualismo storico, da sempre esistito, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni al governo di Milano e della Provincia. Un dualismo che ha permesso a ciascuno dei soggetti di procedere per la propria strada, indifferenti ai problemi di governo di un’area metropolitana tra le più importanti d’Italia.

Oggi, con la presenza al massimo livello del sindaco del capoluogo alla guida della Città metropolitana il dualismo, per forza di cose, si attenua e, nel tempo, svanirà. Dal 1° gennaio prossimo il comune di Milano sarà parte integrante della nuova realtà istituzionale, che dovrà governare al pari degli altri (per ora) 133 comuni dell’attuale provincia. Milano sarà quindi chiamata a condividere le scelte – territoriali, ambientali, economiche – con gli altri Comuni, piccoli o grandi che siano.

Milano non si potrà più sottrarre al confronto, come quasi sempre è avvenuto nel passato. Il milanocentrismo, tanto detestato dai Comuni, è destinato all’estinzione, non tanto per la buona volontà del futuro sindaco metropolitano, ma per il ruolo che Milano dovrà per forza assumere nelle assemblee degli organi metropolitani: consiglio metropolitano e assemblea metropolitana.

Milano, dal 1° gennaio prossimo, sarà chiamata a sedersi al tavolo metropolitano. E attorno a un tavolo si discute, ci si confronta e si decide assieme.

Dal 1° gennaio prossimo possiamo iniziare a scrivere una nuova pagina del rapporto tra i Comuni del milanese. Un rapporto basato sul confronto e sulla condivisione delle scelte. Un rapporto che rafforza le istituzioni e la democrazia. Fatti non trascurabili.
Pietro Mezzi
Candidato al Consiglio metropolitano

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