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CITTA’ METROPOLITANA, PIU’ TRASPORTO PUBBLICO, PIU’ MOBILITA’ SOSTENIBILE

La mobilità rappresenta uno dei nodi problematici e irrisolti dell’area metropolitana milanese. Sarà questo il primo tema all’attenzione del nuovo ente metropolitano e il primo banco di prova circa l’utilità della nuova istituzione.
In questi ultimi anni, in Lombardia e nel territorio milanese, sono state realizzate alcune grandi – e, a mio parere, inutili – opere autostradali, che rispondono (quando lo fanno) alla domanda di mobilità dell’automezzo privato. Per consentire una mobilità adeguata alle moderne esigenze delle migliaia di pendolari del trasporto collettivo e ridurre la mobilità privata, occorrono azioni concrete a sostegno del trasporto pubblico locale. Allo stesso tempo, però, occorre denunciare la gestione del servizio ferroviario di Trenord (le tariffe aumentano, il servizio peggiora), e accelerare l’integrazione dei sistemi di trasporto e delle tariffe di viaggio.
Serve anche trasformare l’attuale Amat (Agenzia milanese ambiente e trasporti) in agenzia metropolitana e ridefinire le competenze di programmazione con la neo agenzia del trasporto pubblico locale dell’ex provincia di Milano e delle attuali province di Lodi, Monza-Brianza e Pavia.
In generale, vi è la necessità di riordinare le reti di trasporto pubblico in direzione di una maggior efficienza, mentre è necessario rivedere la distinzione tra servizi urbani e di area urbana. Occorre basare il sistema di integrazione tariffaria del trasporto pubblico locale su tecnologie di e-ticketing.
Occorre ampliare la tariffazione e il suo utilizzo a livello metropolitano, che includa l’area C (e la sua eventuale estensione), le politiche della sosta nelle zone centrali e subcentrali di Milano, la gestione delle autostrade, delle tangenziali e delle principali direttrici a carattere superstradale (Vallassina, Comasina, Rivoltana, Vigevanese, Paullese…), la gestione dei parcheggi di interscambio con i servizi di metropolitana e suburbani, introducendo tariffe integrate sosta-trasporto pubblico.
Per quanto concerne invece la gestione della rete stradale a livello locale-urbano, per favorire i flussi di traffico e la sicurezza stradale, serve introdurre la moderazione del traffico urbano (strade a velocità 30 km/h), integrato al tema della ciclabilità delle strade urbane ed extraurbane del progetto strategico Mibici.
La positiva esperienza del sharing milanese (auto, bici e moto) va estesa agli ambiti pregiati dei comuni di prima corona.
Serve restituire la città ai cittadini: per farlo occorre ridurre la dipendenza dalla mobilità privata mettendo in campo possibilità e servizi alternativi e competitivi, adatti al contesto territoriale: dalla mobilità collettiva alla intermodalità lenta (bici+treno, bici stazioni sicure, servizi a chiamata e condivisione dell’auto), sfruttando anche le nuove possibilità offerte dallo sviluppo delle nuove tecnologie e dei servizi di infomobilità.
Ma significa anche progettare la città in modo integrato, con l’offerta di servizi collettivi di mobilità, affinché questi risultino attraenti e competitivi.
Su questo tema cruciale per l’area metropolitana, sarà concentrato il mio futuro impegno.

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