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ROCCA BRIVIO / PARLIAMONE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Entro la fine di febbraio, Rocca Brivio srl, società proprietaria del bene monumentale che sta lungo la via Emilia tra San Giuliano Milanese e Melegnano, verrà liquidata. Le cinque proprietà (Cap Holding, i comuni di San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Melegnano e l’associazione Rocca Brivio) hanno infatti deciso di liquidare la società, non tanto per i debiti accumulati (più di 600 mila euro), ma in quanto il socio di maggioranza (Cap Holding, 51,3%) ritiene la sua presenza all’interno di Rocca Brivio srl non più coerente con la missione imprenditoriale della società idrica. Entro la fine di questo mese, pertanto, i tre consigli comunali dovranno discutere e approvare una delibera con la quale si dà il via libera all’operazione.
Ma al di là di cogliere i motivi che hanno portato la società a una situazione debitoria, ciò che serve urgentemente è aprire il dibattito sul futuro del bene storico-architettonico che arricchisce il sud Milano. Serve insomma un confronto trasparente e approfondito circa le sorti di un bene pubblico di primaria importanza. Un bene che ha rappresentato molto nella storia passata e recente della nostra zona. Serve un dibattito pubblico che veda impegnati il socio di maggioranza della società, Cap Holding, i sindaci dei tre comuni e i rappresentai dell’associazione. Penso che non si possa assistere indifferenti rispetto alle sorti di un bene storico che appartiene alle comunità locali e a quella milanese più in generale.
Da quanto appreso nella commissione consiliare di lunedi 2 febbraio, a oggi sarebbero possibili due (o tre) soluzioni per il futuro della Rocca. La prima prevede che Cap Holding, dopo la suddivisione delle quote patrimoniali e assorbito il debito, si assuma l’onere di gestire il bene in collaborazione con gli altri soci. La seconda che sia il comune di San Giuliano Milanese, come affermato dal suo sindaco tempo fa, acquisisca le altre quote e ne diventi proprietario, garantendo il mantenimento del controllo pubblico. Ma, sullo sfondo, esiste una terza ipotesi, preoccupante, da evitare assolutamente, che magari si manifesterà non subito, ma tra qualche anno: la vendita del bene ai privati.
La vendita ai privati di Rocca Brivio – che è un’ipotesi possibile, stante la difficile situazione finanziaria in cui versano i Comuni – sarebbe un salto indietro nel tempo di vent’anni. Non possiamo permettere un errore di questo tipo. Per questo serve aprire al più presto la discussione pubblica e il confronto con i tre sindaci dei comuni coinvolti. Che è quello che ho proposto lunedì in commissione.

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