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MELEGNANO / BIANCHI E IL COMUNE. NON SI POTEVA NON SAPERE

Ho sollevato la questione dell’incarico affidato dal Comune all’ingegnere Angelo Bianchi (arrestato nell’inchiesta che ha portato in carcere anche l’ex vice-presidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani), in quanto, a un primo esame dei documenti agli atti del Comune, la procedura di scelta del tecnico incaricato a redigere i documenti di gara per la gestione ventennale in project financing del cimitero comunale (agosto 2011), risulta lacunosa in diversi aspetti. Dagli atti oggi disponibili, risulta che la scelta – discrezionale – del tecnico si basa su una stima del valore della parcella che si colloca al di sotto dei limiti imposti dalla legge (20 mila euro), che se superati imporrebbero procedure di affidamento stringenti e meno discrezionali. Poi, esaminando altri atti, si è scoperto che il valore della parcella si è alla fine attestato a quota 44 mila euro, in relazione al valore delle opere aggiudicate in appalto. Ma a mancare sono anche altri documenti tecnici. Siamo cioè di fronte ad anomalie che si collocano in un contesto politico delicato, sia per la persona arrestata, sia per gli amministratori comunali, politicamente vicini al senatore Mantovani. Ma c’è di più. Nell’ottobre del 2008, Bianchi era stato sottoposto agli arresti domiciliari per presunti appalti truccati in Valtellina, tanto che nel dicembre del 2012 la procura di Sondrio lo aveva rinviato a giudizio per i reati di corruzione e turbativa d’asta. Quindi, al momento dell’incarico (2011) l’amministrazione comunale di Melegnano sapeva (o doveva sapere) della delicata situazione giudiziaria di Bianchi e avrebbe dovuto agire di conseguenza: evitare cioè di affidargli un incarico fiduciario per un appalto complesso come quello del cimitero. In conclusione, per fare chiarezza sia sugli aspetti amministrativi sia su quelli relativi alle scelte politiche di allora, ho proposto di istituire una Commissione consiliare di inchiesta. Commissione consiliare il cui insediamento è avvenuto il 29 ottobre scorso, con un voto unanime del consiglio comunale. Ciò grazie all’iniziativa di Sinistra Ecologia Libertà, del Partito Democratico e di Insieme Cambiamo. Non per volontà della maggioranza di destra.

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