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BUIO FITTO. COLPO DI SCENA IN COMUNE: LA SOCIETÁ PROMOTRICE DELL’ILLUMINAZIONE PUBBLICA DI MELEGNANO COINVOLTA IN UN’INCHIESTA GIUDIZIARIA A GALLARATE E SOTTOPOSTA A SEQUESTRO PREVENTIVO DEI BENI. RINVIATA LA COMMISSIONE

Prima Vera è il nome della società che tempo fa si è fatta promotrice e si è candidata per la concessione del servizio di pubblica illuminazione con la formula della finanza di progetto, vale a dire a rifare da capo piedi l’illuminazione di Melegnano. Un’operazione importante che per il Comune vale 5,9 milioni di euro e una concessione ventennale al privato. Il 18 dicembre scorso, in Commissione “Territorio e Ambiente”, era stato presentato il progetto di fattibilità e il 21 gennaio la stessa commissione era stata riconvocata per approfondire altri aspetti tecnici, prima di andare in consiglio comunale, già programmato per il 28 del mese. La commissione è però durata solo pochi minuti: infatti, su iniziativa del sottoscritto (Sel) e di Alberto Corbellini (Pd), si è verificato un colpo di scena, che ha colto tutti di sorpresa, soprattutto gli amministratori comunali e i consiglieri di maggioranza. La società Prima Vera, che si candidava a partecipare alla gara per la concessione del servizio di illuminazione pubblica, è infatti coinvolta in un’inchiesta giudiziaria del tribunale di Busto Arsizio per un presunto illecito su appalti di manutenzione di apparecchiature medicali all’ospedale di Gallarate. Presidente della società è Domenico Catanese, vicino a Comunione e Liberazione. Ma c’è di più. Nell’ambito delle indagini relative all’inchiesta, il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Busto Arsizio ha emesso nei confronti della società Prima Vera un decreto di “sequestro preventivo per un equivalente di beni mobili, immobili, conti correnti e delle quote societarie, fino a un ammontare complessivo non eccedente 2.562.802,26 euro”. Prima Vera, dal canto suo, non ritiene fondate le accuse mosse e ritiene corretto il comportamento tenuto nei confronti dell’Ospedale di Gallarate. Ma ciò che ci deve interessare, che siamo alle prese con un’importante iniziativa su un tema non secondario come la pubblica illuminazione, oltre i risvolti giudiziari, sono gli effetti del decreto di sequestro dei beni della società, per un valore significativo. Come può una società con questo pesante fardello sulle spalle, garantire per vent’anni il nostro Comune in un’operazione impegnativa per sé e le finanze comunali? Per questo motivo, io e Alberto Corbellini abbiamo prima di tutto chiesto (e ottenuto) il rinvio del provvedimento, un approfondimento legale e finanziario e chiesta la presenza del segretario generale del Comune per verificare che qualsiasi eventuale decisione venga presa nella garanzia massima per il nostro Comune. A Melegnano, insomma, è ancora buio fitto (21 Gennaio 2016).

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