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REGIONE LOMBARDIA, I MOTIVI DELLA MIA CANDIDATURA

Ho raccolto l’invito a candidarmi alle regionali del 4 marzo perché, nelle scorse settimane, numerosi amici e compagni delle varie zone del territorio milanese mi hanno fatto pervenire il loro sostegno e il loro apprezzamento. Da Renato, Paola, Sergio, Giuseppe, Anna, Roberto, Franco, Antonio, Paolo, Gabriele, Luigi,Giuseppe e da tanti altri amici e compagni del Sud Milano, della Martesana, del Rhodense, del Legnanese, del Nord Milano è arrivato l’incoraggiamento a riprovare a concorrere per l’elezione al consiglio regionale della Lombardia. Senza questo sostegno non mi sarei misurato con un nuovo appuntamento elettorale.
Assumo questo impegno sapendo quindi di non essere solo, ma di avere una comunità alle spalle (piccola o grande lo vedremo il giorno dopo le elezioni). Una comunità fatta di persone con la passione disinteressata per la politica, che da anni si impegnano per rendere più giusta, equa, libera, onesta e pulita la nostra società.
E di persone come quelle che accompagneranno la mia e la nostra campagna elettorale ce ne sono tante in giro per i comuni del Milanese e della Lombardia.
Coloro i quali hanno deciso di sostenermi sono amici e compagni che hanno deciso di mettersi in gioco sotto le bandiere di Liberi e Uguali.
E io con loro, convinto che occorra una sinistra nuova e moderna, ma con i piedi ben piantati nella storia di questo Paese. Una sinistra che ritorni a parlare con chi, oggi più di ieri, fatica a campare, a trovare un lavoro, a curarsi, a vivere dignitosamente.
Una sinistra che, nello stesso tempo, sia anche capace di guardare avanti, al futuro, alle nuove forme dell’impegno politico, di aprirsi alle sfide dei tempi, quelle di oggi e di domani. Sfide che ci impongono di cambiare il nostro modello di sviluppo, il nostro modo di produrre, di consumare e di vivere. Sfide che ci impongono di avere un rapporto rispettoso con il nostro Pianeta, di cambiare il modello energetico, di fermare il surriscaldamento globale, di non consumare suolo libero e agricolo, di puntare sull’ambiente per vivere meglio.
E per le sfide che ci attendono penso che in Lombardia, così come in Italia, ci sia bisogno di una sinistra che sappia governare il cambiamento, una sinistra radicale nei contenuti, ma non votata all’isolamento e alla testimonianza.
Questo vale per l’Italia e per la Lombardia. Una regione, quella in cui viviamo e lavoriamo, dalle enormi potenzialità, che ha però bisogno di cambiare in modo radicale il proprio ruolo guida e le priorità, a partire dalla sanità, dal lavoro, dalla formazione, dal governo del territorio, dell’ambiente e della mobilità collettiva.
E per cambiare c’è bisogno di una sinistra che torni a fare la sinistra. Una sinistra che, se vuole essere moderna, non può che essere una sinistra ecologista.

PIETRO MEZZI – Sono architetto e giornalista professionista. Vivo del mio lavoro di giornalista freelance. Ho ricoperto la carica di sindaco di Melegnano (1994- 2002) e di assessore al Territorio della Provincia di Milano (2004-2009). Attualmente (ottobre 2016) sono consigliere della Città Metropolitana di Milano con deleghe al Territorio, all’Ambiente e ai Parchi e consigliere comunale a Melegnano. Conosco il territorio milanese e i suoi problemi.
Da assessore della Provincia ho raddoppiato il numero dei parchi sovra comunali, realizzato 100 chilometri di piste ciclabili, evitato colate di cemento in numerosi comuni. Sto lavorando con i sindaci dell’est milanese per realizzare il Parco della Martesana.
Provengo dall’associazionismo ambientalista e nel 2010 ho contribuito con altri a fondare l’Osservatorio Mafie Sud Milano. Ho militato nei Verdi, in Sinistra Ecologia Libertà e ora in Sinistra Italiana.
Credo in una sinistra moderna, capace di guardare al futuro e di affrontare le sfide globali. Una sinistra che vuole essere innovativa non può che essere ecologista.

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pietromezzi1@gmail.com
facebook/pietro.mezzi

Milano, 30 gennaio 2018

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